«Ho amato tante cose nella vita… una è l’acqua… dove nuotare nel silenzio e lasciarsi andare… mi ha fatto sentire libera e felice… starci per sempre è il più bel regalo che mi posso fare …». È questo uno degli ultimi pensieri che Francesca  Pirozzi, morta di linfoma a 24 anni, ha scritto sul suo diario. Un quaderno colmo di ricordi, pensieri ed emozioni che ora il suo papà, Marco, ha valuto trasformare in un libro. «Quando sarà pubblicato vedrò realizzato il secondo dei tre traguardi che, dopo la morte della mia Francesca, mi sono prefissato – racconta Marco Pirozzi, in un’intervista a Sanità Informazione -. Obiettivi che, giorno dopo giorno, mi danno la forza per andare avanti».

La nascita della Fondazione Pirozzi

Marco ha  voluto mettere su carta alcuni ricordi, raccontare la sua storia di Francesca, la sua visione, cosa ha fatto, detto e vissuto con lei. «Tutti i giorni muore qualcuno – si legge nella bozza del prossimo libro della Fondazione Pirozzi – nel silenzio della normalità lascia dei vuoti. Qualcuno si commuove, qualcun altro si devasta, chi dimentica o invece si aggrappa ai ricordi o ancora s’inventa qualsiasi cosa per andare avanti». Francesca è venuta a mancare nel il 7 agosto 2016, un Linfoma non Hodgkin se l’è portata via. L’anno seguente papà Marco ha creato una Fondazione a suo nome: «Non è possibile superare il dolore per la perdita di un figlio. Ti accompagnerà per tutta la vita e niente e nessuno potrà aiutarti a spiegare razionalmente l’accaduto. È possibile, invece – dice papà Marco – concentrare tutte le proprie energie in qualcosa di utile. Così ho dato vita alla Fondazione Pirozzi».

La tesi di laurea mai discussa diventa un libro

Ed è attraverso la Fondazione che Marco, pian piano, ha spianato la strada per il raggiungimento dei suoi tre obiettivi. Il primo, realizzato nel 2018, è “Il cibo ideale. Per una sana alimentazione, con i consigli di nutrizionisti e chef stellati ai malati oncologici”. Il libro è nato dall’idea di completare la tesi di laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche che Francesca aveva scritto dal suo letto di ospedale e che non aveva potuto terminare. «Grazie al contributo di specialisti della nutrizione e chef stellati – racconta Marco Pirozzi – abbiamo terminato e pubblicato la sua opera». Un libro utile non soltanto nell’immediato a tutti i pazienti oncologici, ma una fonte di ricchezza che ha permesso di finanziare una ricerca scientifica sulle modificazioni epigenetiche nelle cellule tumorali, condotta dagli studiosi del Dipartimento di Scienze Biomolecolari e dal Dipartimento di Scienze Pure e Applicate dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

Il sostegno alla ricerca scientifica della Fondazione

L’obiettivo dei ricercatori è comprendere i meccanismi epigenetici, cioè tutti quei meccanismi che sono normalmente deputati al controllo della funzione del nostro DNA, del nostro genoma, e che nel cancro subiscono delle alterazioni che chiamiamo modificazioni epigenetiche. Le epimutazioni sono per natura reversibili e quindi molto interessanti per gli studiosi che da ormai due decenni stanno tentando, con diverse strategie, di ricondurre alla condizione “normale” con conseguente beneficio terapeutico. La conoscenza delle anomalie epigenetiche nel cancro potrebbe poi consentire di individuare dei possibili target terapeutici. Tutti traguardi ambiziosi che, come tali, necessitano di importanti fonti di sostentamento. «Ci sono molti donatori che sostengono le nostre ricerche, finora finanziate anche con gli incassi del “Cibo Ideale”. Ma – conclude Pirozzi – c’è un terzo ed importante obiettivo al quale puntiamo e che speriamo presto di poter raggiungere: la realizzazione di un film che racconti la storia della mia Francesca».

 



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