Il meglio di Pino Daniele live in teatro

Il cast di ‘Musicanti’: da sinistra Leandro Amato, Maria Letizia Gorga, Enzo Casertano, Simona Capossi, Noemi Smorra, Alessandro D’Aria, Pietro Pignatelli, Francesco Viglietti, Ciro Capano.

Le più belle canzoni di Pino Daniele torneranno live nei teatro di tutta Italia, come colonna sonora di una storia inedita e di fantasia, ambientata nella Napoli a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Si intitola ‘Musicanti’ l’opera teatrale, che debutterà naturalmente a Napoli il prossimo 7 dicembre, per poi toccare moltissime altre città.

In scena un cast di talentuosi artisti (Noemi Smorra, Alessandro D’Auria, Maria Letizia Gorga, Simona Capozzi, Pietro Pignatelli, Enzo Casertano, Francesco Viglietti, Leandro Amato, Ciro Capano) accompagnato sul palco da una “resident band” d’eccezione, che eseguirà dal vivo le canzoni nel rispetto degli arrangiamenti originali, composta da celebri musicisti “amici” di Pino (Hossam Ramzy, percussioni; Alfredo Golino, batteria; Fabio Massimo Colasanti, chitarra; Elisabetta Serio, tastiere; Roberto d’Aquino, basso; Simone Salza, sax; Fabrizio De Melis, viola; e, solo in alcune città, anche Mel Collins al sax e Jimmy Earl al basso).

Prodotto da Sergio De Angelis per Ingenius Srl, con la direzione artistica di Fabio Massimo Colasanti (musicista e fonico di fiducia di Pino per tanti anni), “Musicanti” – il cui script è opera di Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, mentre la regia è affidata a Bruno Oliviero – racconta la storia di Antonio che ritorna nella Napoli degli anni ‘70 venticinque anni dopo. Pur avendo trascorso lì l’infanzia, detesta la città ma ora ha ricevuto un lascito testamentario dal padre: uno storico locale del porto, oggi in crisi, che si chiama “Ue’ Man”. Tutti temono che Antonio non veda l’ora di chiuderlo, e invece…

Nello spettacolo, interpretate dal cast, le canzoni dei primi tre album del cantautore napoletano (tra queste, “Na tazzulella ‘e cafe’”, “A me me piace ’o blues”, “I say i sto ‘cca”, “Napule e’”, “Viento”, “Yes i know my way”, “Je so’ pazzo”, “Cammina cammina”, “Lazzari felici”, “Musica musica”, “Tutta n’ata storia”, “Quanno chiove”) e alcune altre tratte dal repertorio successivo (come, ad esempio, “Che soddisfazione!” e “Anima”) si mescolano con la drammaturgia e la tradizione partenopea: gli attori e i danzatori si muoveranno all’interno di una scenografia imponente – sviluppata su quattro piani – e con movimenti coreografici studiati per accompagnare il racconto e la musica.

Le musiche scandiscono così il tempo e le vicende dei personaggi e la narrazione è influenzata da quelle canzoni che hanno contribuito ad un rinnovamento epocale del nostro panorama musicale. Per qualche ora rivive quel “Neapolitan power” e la città orgogliosa e dispettosa, densa di culture e ricca di contraddizioni. Una Napoli antica e moderna insieme, due anime coesistenti senza alcuna contraddizione in cui il blues si contamina con la “tamurriata”, il funky con la parlesia, Pulcinella con la passione per il calcio. ‘Musicantiì è un viaggio a ritroso per chi quegli anni li ha vissuti e una scoperta per tutti gli altri.

“L’idea alla base di “Musicanti” è portare la musica di Pino a confrontarsi con un nuovo linguaggio, quello dell’opera teatrale”, dice Sergio De Angelis. “Era una vecchia intuizione mia e di Pino, di oltre venti anni fa (De Angelis ha curato la produzione esecutiva di alcuni tra i più bei progetti artistici del cantautore, ndr) e che ora, dopo una lunga gestazione e tre anni di lavoro, vede finalmente la luce”.

Fabio Massimo Colasanti, altro stretto collaboratore del “lazzaro felice”, con cui ha condiviso venti anni di studi di registrazione e tournée, dichiara: “Il progetto nasce dal mio bisogno di colmare un vuoto artistico e personale che ha lasciato la prematura scomparsa di Pino. Dalla scelta dei brani è scaturito il mio primo dilemma (Pino ne ha composti innumerevoli), altrettanto impegnativo per me è stato raccontare l’artista e la sua musica senza di lui, senza averlo accanto, come succedeva: “Musicanti” è un’opera emotivamente avvincente e appassionante”.

Il debutto di “Musicanti” non poteva che essere a Napoli (dal 7 dicembre, Teatro Palapartenope). Lo spettacolo arriverà, quindi, a Bari, (29 e 30 dicembre, Teatro Team). Nel 2019 il tour attraverserà l’Italia: Assisi (15 e 16 gennaio, Teatro Lyrick); Firenze (14 e 15 febbraio, Obihall); Torino (23 e 24 febbraio, Teatro Colosseo); Milano (dal 7 al 17 marzo, Teatro Arcimboldi) e Roma (dal 7 al 12 maggio, Teatro Olimpico).

Per molti componenti della superband che eseguirà le musiche dal vivo, ‘Musicanti’ avrà un sapore particolare. “Ho conosciuto Pino nel 1997 – dice Hossam Ramzy, che ha fatto diversi tour con Pino – grazie ad un amico comune, il batterista Manu Katche, insieme al quale ho registrato diversi album per Peter Gabriel, Claudio Baglioni e Sting. Conoscere Pino per me è stato un onore. Un cantante, chitarrista, compositore, arrangiatore e produttore geniale e appassionato. Un fratello da cui ho imparato tanto. Un uomo generoso che ci manca moltissimo. Ma terremo viva la sua memoria grazie a questo show”.

Altro musicista che conosceva bene Pino è il batterista Alfredo Golino: “Ho avuto la fortuna di lavorare con Pino molte volte ed è sempre stata un’esperienza emozionante. Era molto esigente, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e per questo era anche difficile collaborare con lui. In 40 anni il nostro rapporto si era anche arricchito di un’amicizia sincera. Quello che ha lasciato artisticamente esprime pienamente la sua grandezza”.

L’unica donna della superband di ‘Musicanti’, la pianista e tastierista Elisabetta Serio, è anche la musicista che ha suonato più recentemente con Pino, avendo fatto parte della band dell’ultimo tour, interrotto purtroppo dall’improvvisa scomparsa del grande artista. “Per me suonare di nuovo questi brani dal vivo sarà un momento di grande catarsi, rispetto all’interruzione così improvvisa della bellissima avventura musicale e umana che ho avuto la fortuna di vivere al suo fianco. E spero che Musicanti avrà tra il suo pubblico anche le nuove generazioni, quelle che Pino lo conosco poco o non lo conoscono affatto”, afferma Elisabetta.

“La verità – aggiunge la talentuosa pianista partenopea – è che Pino Daniele è una filosofia. Tutti cercano di comprenderlo, possederlo, toccarlo, raggiungerlo, farlo proprio. Ma non è possibile. È troppo grande. Ecco perché la sua musica sarà immortale, magnifica, al pari delle opere di Shakespeare, Mozart, Coltrane. Pino è ormai una leggenda. E le leggende si tramandano, si piegano nello spazio e nel tempo, diventano altro, come delle fiabe da raccontare ai bambini. Musicanti racconta una favola, come a voler sfiorare quella filosofia, quella vita dei quartieri, in una Napoli meravigliosamente disordinata, amareggiata, colorata e senza tempo. Ma lo fa con l’umiltà di chi non cerca di possedere, perché l’amore non si possiede, si osserva, si nutre nella libertà e nel profondo rispetto. C’era una volta…”.

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