“I richiedenti asilo vogliono avere Sky”. La notizia, rilanciata da un quotidiano veneto sia sul sito che sul web, ha scatenato gli utenti dei social network. Dove fioccano i commenti scandalizzati, tutti dello stesso tenore: “Loro protestano, pretendono e noi italiani?”. Ma l’indignazione non si limita al web: “Prima i doveri, poi i diritti, certe richieste non devono essere accolte per rispetto dei vicentini in difficoltà” dice il sindaco del capoluogo berico Francesco Rucco. Ma le cose sono davvero andate così?

Ma al centralino della Questura di Vicenza, dove lunedì pomeriggio si è radunato un gruppo di richiedenti asilo, della curiosa richiesta dell’abbonamento Sky non ne sanno nulla: “Non siamo a conoscenza delle richieste dei migranti. Ci limitiamo a gestire l’ordine pubblico e per quello che ci riguarda tutto si è svolto in tranquillità”.

Bisogna rivolgersi alla Prefettura, dove nella mattinata di lunedì si era tenuto un incontro con i rappresentanti della Cooperativa che ospita i richiedenti asilo: “Le uniche richieste a noi riportate dagli operatori del centro d’accoglienza San Paolo sono relative all’iscrizione anagrafica, ma si è parlato anche di alcuni aspetti legati al cibo della mensa”, fa sapere il vicecapogabinetto Riccardo Stabile che si è occupato della questione. E aggiunge: “Dell’abbonamento Sky lo abbiamo letto anche noi sui media”.  

Contattata telefonicamente, la Cooperativa Cosep di Padova fa sapere di non poterci mettere in contatto né con i referenti della struttura né con i richiedenti asilo e conferma la versione della Prefettura: “Solo richieste relative ai certificati di residenza, necessari per lavorare e ricevere la documentazione relative alle pratiche burocratiche di accoglienza”.

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