La perdita di peso indotta dalla chirurgia bariatrica può, a lungo termine, avere effetti sulla struttura e sulle funzione del cervello? Per il team di ricerca guidato da Amanda Kiliaan, della Radboud University Medical Center, a Nijmegen, la risposta è “Sì”. Per giungere alla conclusione che “dimagrire col bisturi ‘rimodella’ anche il cervello” gli scienziati hanno analizzato i dati relativi a 133 adulti con obesità grave. Stando ai risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Jama Network Open, la chirurgia bariatrica sarebbe in grado di apportare un miglioramento alla salute generale, con effetti benefici che perdurano fino ai due anni successivi all’intervento. Sono stati esaminati funzione cognitiva, biomarcatori infiammatori, comorbidità, attività fisica e sintomi depressivi per ogni partecipante. Grazie alle immagini di risonanza magnetica cerebrale è stato possibile valutare anche i cambiamenti nella struttura e nella funzione del lobo temporale.

Obesità e rischio aumentato di demenza

“L’obesità è un grave problema di salute ed è associata a diverse comorbidità, come il diabete di tipo 2 e l’ipertensione – spiegano gli autori della ricerca, nell’introduzione della pubblicazione -. Queste malattie colpiscono il cervello, anche se è l’obesità stessa ad essere associata a disfunzioni cognitive e cambiamenti strutturali del cervello: gli individui obesi hanno un rischio aumentato dal 60% al 90% di sviluppare demenza rispetto alle persone magre. Per questo, per ridurre le potenziali conseguenze dell’obesità sul cervello è importante perdere peso a lungo termine. La chirurgia bariatrica – aggiungono gli autori –  porta proprio ad una perdita di peso rapida e sostenibile e migliora le comorbidità”.

Lo studio

Gli esperti della Radboud University Medical Center hanno considerato i dati dei partecipanti allo studio Bariatric Chirurgia Rijnstate e allo studio Radboudumc Neuroimaging and Cognition in Obesity. I partecipanti, di età compresa tra 35 e 55 anni, erano tutti gravemente obesi e idonei al bypass gastrico del tipo “Roux-en-Y”. Gli studiosi hanno raccolto dati sulla loro salute cerebrale (flusso sanguigno e spessore della corteccia, capacità cognitive) prima della chirurgia anti-obesità e a 6 e 24 mesi dopo l’intervento. I dati sono stati analizzati da marzo a novembre 2023. Ebbene, è emerso che le capacità cognitive aumentano dopo l’intervento: la cognizione complessiva è risultata migliorata di almeno il 20% in 52 partecipanti (42,9%) a 24 mesi dalla chirurgia. Dopo la chirurgia, inoltre, anche altri parametri di salute cerebrale migliorano: la corteccia temporale ha mostrato uno spessore maggiore.

Migliorare i trattamenti di pazienti con obesità e demenza

Ma non è tutto. Più in generale, rispetto all’inizio dello studio, a 24 mesi dall’intervento i segni di infiammazione risultano ridotti. Dopo l’intervento anche la pressione del sangue era più sotto controllo e i pazienti avevano sintomi depressivi più bassi e tendevano a svolgere una maggiore attività fisica. La chirurgia bariatrica potrebbe dunque portare a un miglioramento delle capacità cognitive e della salute generale. Inoltre, modifica la circolazione sanguigna nel cervello rendendola più efficiente e aumenta lo spessore della corteccia temporale. “Questi risultati – concludono – possono migliorare le opzioni terapeutiche per i pazienti con obesità e demenza”.

 



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