BRESCIA – Non è un record del mondo, ma poco ci manca. Il Toro usufruisce di due calci di rigore in nove minuti, li mette in cassaforte con Belotti e torna alla vittoria che mancava dal 2-1 casalingo sul Milan del 26 settembre. A Brescia finisce 4-0 per i granata che nella ripresa approfittano della superiorità numerica provocata a fine primo tempo dall’espulsione di Mateju per affondare il coltello due volte con Berenguer.

Il primo episodio-chiave arriva al 14′: punizione dal limite di Verdi, la palla colpisce Bisoli, rimbalza sul braccio del vicinissimo Cistana e Guida non ha dubbi e, nonostante le accorate proteste bresciane, non sfrutta neppure l’ausilio della tecnologia: rigore per il Toro e cartellino giallo per Cistana. Va sul dischetto Belotti che calcia forte sulla destra di Joronen e rompe il ghiaccio. Molti meno dubbi desta invece il rigore del raddoppio: è il 26′ quando Cistana sbaglia tutto a centrocampo, Belotti ha il pallone buono ma sul suo destro si immola Mateju che respinge con il braccio largo. Stavolta il rigore appare netto, ma Guida non se ne accorge e assegna il calcio d’angolo, salvo cambiare idea dopo essere stato richiamato dal Var. Si ripropone così la sfida a distanza Belotti-Joronen e a vincerla è ancora il bomber granata che fa 2-0.

Se da una parte c’è un Brescia che ha appena cambiato allenatore, con Grosso al posto di Corini, dall’altra c’è un Torino che gioca anche per puntellare la panchina di Mazzarri. In campo si vede soprattutto Toro: i granata partono bene e, puntando sulla corsa di Ansaldi sulla sinistra, alzano da subito il baricentro. Poi, ovviamente, incide sulla partita l’uno-due dal dischetto che fa sprofondare un Brescia che però non sembra aver beneficiato, neppure sul piano emotivo, del cambio in panchina. Tanto più visto che fin dal primo tempo la curva delle rondinelle si schiera apertamente dalla parte di Corini. Sullo 0-2 la partita sembra decisa anche se c’è ancora più di un’ora da giocare. Poi arriva il momento dei cartellini rossi: alla mezz’ora viene cacciato per proteste il preparatore atletico granata Pondrelli, ma l’espulsione che pesa è quella di Mateju che, al 41′, incassa il secondo giallo per fallo sul solito Belotti. Il finale di primo tempo viene salutato dalla curva bresciana con l’omaggio ai vigili del fuoco e con fischi alla squadra e cori e striscioni per Corini, mentre a pagare per tutti è Balotelli che resta negli spogliatoi e viene sostituito da Martella. Intanto lo spicchio granata festeggia ed espone uno striscione che richiama alla mente la polemica Mazzarri-Chiellini: “Giorgio Ferrini capitano da Toro esempio per tutti”.

Dieci minuti nella ripresa ed ecco l’unico lampo lombardo: Aye si gira su Bremer e calcia a botta sicura ma Sirigu dice no, salvo ripetersi un istante dopo su Spalek. A quel punto Grosso si decide a inserire l’idolo di casa Donnarumma che finisce subito a terra per un tocco di Izzo scatenando le proteste di casa. Alla mezz’ora, però, l’inferiorità numerica si fa sentire e il Toro affonda sulla direttrice dei nuovi entrati Laxalt-Berenguer: lo spagnolo segna la sua prima doppietta granata nel giro di sei minuti e per il Brescia cala definitivamente la notte.

BRESCIA-TORINO 0-4
RETI:
17’ Belotti (rig.), 26’ Belotti (rig.), 30’ e 36’ st Berenguer.
BRESCIA (4-3-1-2): Joronen – Sabelli, Cistana, Magnani, Mateju – Bisoli, Tonali, Romulo – Spalek (15’ st Donnarumma) – Ayè (39’ st Zmrhal), Balotelli (1’ st Martella). All. Grosso.
TORINO (3-4-2-1): Sirigu – Izzo, Nkoulou, Bremer – Aina, Rincon, Meité, Ansaldi (33’ st De Silvestri) – Verdi (17’ st Berenguer), Lukic (22’ st Laxalt) – Belotti. All. Mazzarri.
ARBITRO: Guida.
NOTE. Spettatori 15 mila circa. Espulso: 41’ Mateju (doppia ammonizione). Ammoniti: Cistana, Ansaldi, Lukic, Magnani, Meité, Tonali.
 

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