I tifosi triestini si trovano nuovamente in difficoltà a causa di episodi di violenza legati al tifo. Dopo gli scontri dello scorso anno che avevano coinvolto il basket, ora è il calcio a far discutere con la violenta rissa tra tifoserie di Triestina e Brescia. Questo evento ha attirato l’attenzione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, rendendo possibile l’adozione di misure restrittive, come il divieto di trasferta per i tifosi triestini.
L’episodio si è verificato durante la partita Triestina-Brescia, quando scontri violenti sono avvenuti fuori dallo Stadio Nereo Rocco. Le forze dell’ordine hanno identificato e arrestato tre ultras, con accuse gravi che vanno dalla rissa aggravata alle lesioni e alla resistenza a pubblico ufficiale. La Digos sta continuando le indagini per assicurare altri responsabili.
La situazione è preoccupante, poiché le autorità valutano la chiusura del settore ospiti per eventi futuri o un divieto di trasferta per i tifosi alabardati. Anche la Pallacanestro Trieste è sotto i riflettori a causa di fatti violenti che hanno macchiato il suo ambiente, tradizionalmente meno incline a scontri. In un episodio recente, dopo una partita contro Varese, si erano verificati scontri violenti fuori dal PalaTrieste.
Mentre si attende un comunicato ufficiale sulle future misure, il clima resta teso. La priorità del Ministero dell’Interno è garantire la sicurezza pubblica, e la risposta a eventi di violenza tende a manifestarsi con restrizioni sui tifosi, specialmente per le trasferte. Triestina e Pallacanestro Trieste temono che il comportamento violento di pochi possa penalizzare la maggioranza dei tifosi appassionati e pacifici.