Un viaggio negli Stati Uniti offre l’opportunità di esplorare la vita di Robert Francis Prevost, il Pontificio Leone XIV, nelle sue origini e nei suoi legami. La sua storia è ricca di voci e testimonianze che ne delineano il carattere e il percorso.
Prevost, comunemente chiamato “Rob” dai familiari e “Bob” dagli amici, ha sempre segnato profondamente chiunque lo incontrasse. Cresciuto a Chicago, il suo modo gentile e riservato lo ha reso una persona amata. Un episodio della sua infanzia racconta di una biciclettata con il fratello maggiore, Louis, che finì con un incontro inaspettato: una gang di ragazzi minacciosa. Rob si avvicinò a loro e, con la sua calma, riuscì a trasformarli in amici.
Questa attitudine al dialogo e alla relazione è emersa sin da giovane, portandolo a instaurare amicizie significative, anche con un pastore luterano, John Snider, con cui condivideva cene e discussioni sulle pratiche religiose. Questa apertura ha definito la sua vocazione, alimentata anche dagli studi effettuati alla Villanova University e alla Catholic Theological Union.
La scelta di dedicarsi agli altri, in particolare ai più bisognosi, è stata un altro punto cruciale della sua vita. Nonostante potesse ricoprire posizioni prestigiose nella Chiesa, decise di andare in Perù per aiutare la comunità in seguito a una crisi della missione agostiniana. Questo decoro verso gli altri è il risultato di un percorso educativo profondo e di una devozione autentica.
Le storie di Prevost e il suo impatto nella Chiesa saranno raccontate nel documentario “Leo from Chicago”, in programma dal 10 novembre sui canali di Vaticano News.
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