“Virus sinciziale uccide 33mila over 60 l’anno in Occidente”

Vaccini, Dormitzer (Gsk):

“I numeri parlano chiaro: il virus respiratorio sinciziale (Rsv) causa 470mila ricoveri e 33mila decessi ospedalieri di adulti di età superiore ai 60 anni, nei Paesi ad alto reddito. E’ molto importante comunicare con gli operatori sanitari perché molto spesso il virus Rsv è poco considerato e non riconosciuto come una malattia debilitante per i pazienti. Allo stesso tempo bisogna fare pressione sui governi per dimostrare quanto la prevenzione nell’adulto sia una strategia economica, sociale e di salute pubblica per lo sviluppo del Paese, ribadendo il valore della prevenzione vaccinale come volano per la salute delle persone, il benessere di un invecchiamento attivo e i vantaggi di una società più produttiva”. Lo dichiara Phil Dormitzer, Senior Vice President e Head of Vaccines R&D di Gsk, durante un incontro con la stampa a Wavre, in Belgio, dove la multinazionale ha uno dei tre principali siti di sviluppo dei vaccini.

Il virus sinciziale – si è ricordato nell’incontro – è un comune virus respiratorio che solitamente causa sintomi lievi, simili al raffreddore. Capace di infettare l’apparato respiratorio di pazienti di qualunque età, colpisce principalmente bambini nei primi anni di vita. La maggior parte delle persone guarisce entro una o due settimane ma può essere tuttavia molto grave nelle persone vulnerabili, compresi gli anziani e i soggetti con comorbidità, quindi con malattie polmonari, cardiache o con il diabete. “Ci sono fondamentalmente due picchi nell’Rsv – spiega Dormitzer – il primo è relativo ai bambini e agli adolescenti e, il secondo, fa riferimento agli adulti over 60 che hanno altre comorbidità. La nostra ambizione è proprio proteggere i molti anziani a rischio di malattia da Rsv, compresi quelli con altre patologie importanti, che rappresentano la maggior parte degli esiti gravi” dell’infezione.

Sebbene quindi l’Rsv provochi spesso sintomi lievi, può avere conseguenze devastanti per gli anziani con un carico globale che può avvicinarsi a quello dell’influenza stagionale. La prevenzione dell’infezione nella popolazione anziana deve quindi essere un tema di grande interesse per la salute pubblica poiché poter disporre di un vaccino efficace può avere un impatto significativo anche a livello economico. “In Gsk – ricorda Dormitzer – abbiamo una storia di vaccinazioni lunga 140 anni per la riduzione delle malattie e il miglioramento della salute pubblica con un portfolio di 21 vaccini che esportiamo in più di 160 Paesi. Mettendo insieme tutti i vaccini disponibili per la popolazione adulta si può ottenere un notevole impatto sui sistemi sanitari di ogni paese che se ne gioverebbero molto”.

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