Le piattaforme dell’e-commerce cinese dovranno pagare tre euro ogni volta che vorranno immettere un loro pacco “low cost” nell’Unione europea. I ministri delle Finanze hanno trovato un accordo per introdurre già dal 1° luglio un dazio doganale “flat” sulla valanga di spedizioni di valore inferiore ai 150 euro in arrivo da fuori Ue.
Si tratta di una soluzione-ponte temporanea nell’attesa che venga rimossa l’attuale esenzione dai dazi valida per tutti i colli a basso costo. I pacchetti sotto i 150 euro sono aumentati fino a raggiungere il volume di 4,6 miliardi, oltre il 90% dei quali in provenienza dalla Cina. Moltiplicando per queste quantità il prelievo transitorio di tre euro, Bruxelles racimolerebbe poco meno di 14 miliardi di euro in un anno.
Un collo con vari articoli dello stesso tipo pagherà i tre euro una volta sola, mentre un pacco con merci diverse dovrebbe essere soggetto alla tariffa due volte. La ministra dell’Economia della Danimarca ha spiegato che sulla proposta si è registrato “un ampio consenso” e che molti Stati vedono i loro negozi di prossimità chiudere a causa della mole di queste importazioni “low cost” esenti dai dazi.
La misura approvata è diversa rispetto all’introduzione in maniera uniforme in tutta l’Ue di un contributo di gestione unico. I due balzelli potrebbero convivere e Bruxelles ha dato l’ok agli Stati per stabilire contributi di gestione su scala nazionale. I tre euro che finiscono nel budget Ue e i due di cui beneficiano le casse nazionali potrebbero coesistere.