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sabato – 17 Gennaio 2026

UE e Israele

C’è un “deep state” negli uffici degli Affari Esteri della UE che da due anni a questa parte ha lavorato per manipolare le informazioni e nascondere il genocidio perpetrato da Israele, impedendo qualsiasi tipo di iniziativa concreta contro Tel Aviv. Questo è ciò che emerge da una recente inchiesta condotta dalla rivista indipendente francese Mediapart.

La UE è complice dell’apartheid e della pulizia etnica portata avanti da Israele, e in questo caso le informazioni rivelate da Medipart mostrano uno scenario inquietante rispetto alla presunta “dialettica democratica” di Bruxelles. Ai vertici europei dopo il 7 ottobre 2023 si sarebbero scontrate due visioni: una appiatita su Israele, portata avanti da Ursula von der Leyen, e l’altra rappresentata da Josep Borrell, allora Alto Rappresentante per gli Affari Esteri, che aveva perorato la causa di misure più nette contro Tel Aviv.

Borrell si è schierato per sanzioni contro Israele solo riguardo alle stragi indiscriminate di civili, e ha sostenuto l’esecuzione del mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale contro Netanyahu. Tuttavia, anche solo un’adesione di facciata al diritto internazionale era troppo per un blocco importante di funzionari all’interno della diplomazia europea.

Alcune figure centrali del Servizio Europeo per l’Azione Esterna hanno fatto in modo che ai vertici europei passassero le posizioni di Tel Aviv, se non addirittura dell’IDF. Questi funzionari sono Stefano Sannino, Segretario Generale del SEAE, Hélène Le Gal, ex ambasciatrice francese in Israele, e Frank Hoffmeister, direttore del servizio legale.

Sono accusati di aver smussato le dichiarazioni ufficiali e di aver riscritto rapporti e analisi in modo tale che venissero nascosti o posti in dubbio i crimini israeliani. Avrebbero fatto in modo di far arrivare direttamente a Bruxelles la disinformazione sionista. Nel novembre 2023 Le Gal avrebbe fatto in modo di insabbiare un documento di una ventina di pagine redatto dalla task force sulla comunicazione strategica del SEAE, con al centro proprio la disinformazione israeliana.

Un parere legale della divisione di Hoffmeister, scritto appena un mese dopo il 7 ottobre 2023, sembrava “scritto da un avvocato dell’esercito israeliano”, ha dichiarato un’alta funzionaria. Era basato solo su fonti dell’IDF, ignorando qualsiasi altro rapporto, anche dell’ONU. Studi indipendenti hanno dimostrato i crimini di guerra e contro l’umanità, e ci sono stati pronunciamenti della Corte Internazionale di Giustizia, della Corte Penale Internazionale, e della commissione di esperti ONU che hanno dichiarato che era in atto un genocidio in Palestina.

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