Siamo davvero un Paese europeo, moderno e laico, proiettato verso il futuro? Chissà. Alcuni dati che emergono su pratiche e iniziative religiose -ad esempio- sono davvero sconcertanti e fanno apparire gli italiani alla stregua di un popolo di baciapile. E non in remoti luoghi del sud d’Italia, come di primo acchito si potrebbe immaginare.

E’ infatti il Friuli Venezia Giulia, tra tutte le regioni dello stivale, che si classifica come quella più clericale del 2021, avendo collezionato -nel corso dell’anno- un nutrito elenco di iniziative di stampo confessionale oscurantiste, preoccupanti e francamente vergognose. Il quadro emerge dalla “Clericalata della settimana”, la sezione del sito dell’Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti (Uaar), che raccoglie le affermazioni e gli atti più clericali compiuti da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche, che davvero non ci fanno una gran figura.

“Il Friuli Venezia Giulia ha dato prova di un impegno costante, lungo tutto l’arco dell’anno -spiega il segretario dell’Uaar, Roberto Grendene- ecco di seguito qualche esempio”.

“In gennaio -racconta Grendene- la Regione ha pubblicizzato sui social il rito superstizioso della ‘benedizione dell’acqua’ con relativi ‘esorcismi contro Satana e gli Angeli ribelli’, tradizionale messa della vigilia dell’Epifania. A febbraio, il consigliere comunale di Trieste, Fabio Tuiach, ha ironizzato su una aggressione omofoba a un attivista lgbt della zona, sostenendo che in molti Paesi ‘non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte’. L’8 marzo il Consiglio comunale di Udine ha pensato bene di approvare un ordine del giorno dei forzisti Giovanni Govetto ed Enrico Berti per sostenere le associazioni anti-aborto e il lavoro casalingo delle donne come misure contro il calo demografico”.

L’arrivo della bella stagione non migliora la situazione. “In luglio -ricorda Grendene- l’assessore regionale Fabio Soccimarro (FdI) ha preso la parola, durante un incontro tra il presidente della Slovenia e il sindaco di Trieste, e ha chiesto al presidente sloveno di rimuovere le scritte dedicate a Tito sui monti Cocusso e Sabotino e di farne croci in ricordo dei caduti cristiani. In settembre, il vicepresidente della regione, Riccardo Riccardi, ha definito ‘follia’ l’intervento di una maestra di Precenicco (Udine) teso a fermare un prete che si accingeva a celebrare un rito religioso (vietato dalla legge in orario di lezione) per l’inaugurazione di una scuola. In agosto, la sindaca di Monfalcone (Gorizia) Anna Cisint si è lanciata in una crociata per una bestemmia comparsa manomettendo il led di un negozio, dicendosi ‘indignata e offesa’ oltre che ‘scossa e preoccupata’ per “il messaggio di istigazione nei confronti dei cattolici’ e per ‘l’immagine della nostra città'”.

“Se il Friuli Venezia Giulia si è così distinto, non si pensi che le altre regioni siano state da meno -prosegue Grendene- Le Marche, in particolare, hanno dato del filo da torcere a chi, come noi, ha a cuore la laicità delle Istituzioni”.

Tre esempi su tutti. “Fin dall’inizio dell’anno la Giunta regionale si è mossa per rivedere in senso ‘no choice’ le linee guida del Ministero della Salute sulla somministrazione della pillola abortiva Ru 486. In gennaio, il coordinatore regionale per le Marche del Popolo della Famiglia, Fabio Sebastianelli, ha sostenuto l’iniziativa integralista di un amico medico anti-aborto che -per protesta- ha fatto recapitare 1.450 pannolini al Consiglio regionale per la consigliera Manuela Bora, colpevole di aver difeso il diritto all’autodeterminazione delle donne. In febbraio, la consigliera regionale Anna Menghi (Lega) ha condiviso un post su Facebook, poi rimosso, in cui -manifestando allarmismo per la denatalità in Italia- elogiava le iniziative per l’incremento demografico degli anni Venti del secolo scorso, prese dall”allora capo del governo, Benito Mussolini'”.

“Alcune iniziative o dichiarazioni hanno poi dell’incredibile -continua il segretario dell’Uaar- Si pensi al sindaco di Fabrica di Roma (Vt), Mario Scarnati, che ha proclamato in un post su Facebook di credere che ‘il diavolo sia responsabile per tutto quello che stiamo passando’, riferendosi alla pandemia di coronavirus. O alla Asl 5 di La Spezia, che in febbraio ha diffuso moduli per l’accesso alla vaccinazione anti Covid in cui definiva le persone omosessuali ‘soggetti con comportamenti a rischio come tossicodipendenti e soggetti dediti alla prostituzione”. O ancora al Consiglio comunale di Fusignano (Ra) che in estate ha posizionato dei crocifissi nella nuova sala del commiato, snaturando una struttura laica per le cerimonie funebri e respingendo anche la mozione per farli togliere. O infine al consigliere comunale di Senigallia (An) Marcello Liverani (Fratelli d’Italia) che ha pubblicato sui social un post in cui scriveva che ‘Se passa il Ddl-Zan, la prossima mossa del Neoliberismo sarà quella di farvi accoppiare pure con gli animali”. Il ddl Zan -è il commento di Grendene- è stato d’altronde cartina al tornasole del grado di laicità delle Istituzioni italiane. Con l’esito finale che conosciamo”.

“Per quanto drammatico -conclude il segretario Uaar- ci piacerebbe poter dire che il quadro da noi tratteggiato sia esaustivo. Purtroppo non è così. La strada verso la laicità è lunga. E impervia”.

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