Una bufera prevedibile, quella che si è scagliata contro l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Solo qualche giorno fa il capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Oms, Maria Van Kerkhove, si lascia scappare in un briefing che gli asintomatici non trasmettono il Coronavirus. Come se la stessa Oms soltanto ad aprile non avesse raccomandato – invece – di tracciarli per prevenire la diffusione di Sars-Cov-2. E di fare test a tappeto. La notizia rimbalza dappertutto e piovono perplessità da tutto il mondo degli infettivologi. Gli scienziati dell’Harvard Global Health Institute rispondono subito con una nota in cui scrivono che tutte le dimostrazioni più quotate suggeriscono che le persone senza sintomi possono e diffondono prontamente il Sars-Cov-2.

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Poi, la smentita della Van Kerkhove: è stato un misunderstanding e “le stime della trasmissione da persone senza sintomi provengono principalmente da modelli che potrebbero non fornire una rappresentazione accurata. Questa è, e rimane, una grande incognita”. Già. ma allora perché comunicare a mezzo mondo, senza alcuna evidenza e anzi in presenza di evidenze contrarie, che gli asintomatici non sono contagiosi?  Una figuraccia che è difficile giustificare con l’imbarazzato commento di Ranieri Guerra, l’italiano direttore vicario dell’Oms che, in una intervista a “Radio uno giorno per giorno”, si lascia andare a un diplomatico “Noi – bisogna ammettere – non siamo dei fenomeni in ambito comunicativo, ci esprimiamo spesso in maniera tecnica o tecnicistica poco chiara”. In realtà l’Oms è stata accusata sin dall’inizio di aver gestito male la questione Coronavirus, di aver dichiarato troppo tardi la pandemia, di essersi esposta a favore della Cina, di aver dato informazioni contraddittorie e poco chiare, nella migliore delle ipotesi fuorvianti.

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E quest’ultima uscita non ha certo giovato a rasserenare gli animi. Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare e virologia all’Università di Padova, chiede di definire il ruolo dell’Oms che – ai microfoni di 24 mattino su Radio 24 – definisce “un baraccone che va smontato e rifatto da capo perché finanziato in gran parte da industrie private e pochi Stati e invece dovrebbe fare gli interessi della comunità mondiale”. E parla di risposta “inaccurata e sbagliata” sugli asintomatici che non trasmettono il nuovo coronavirus anche Walter Ricciardi, rappresentante italiano presso l’Oms e consigliere del ministro della Salute, Speranza: “La trasmissione da asintomatici – ha precisato ad Agorà su Rai 3 – è, invece, tipica di questo virus e proprio ciò lo differenzia da Sars e Mers. L’Oms, tuttavia, va criticata ma sostenuta”. E parla di dichiarazioni “tanto ardite quanto pericolose” Francesco Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, che ricorda come le migliori evidenze disponibili sull’infezione asintomatica siano state pubblicate ai primi di giurno da Daniele Horan ed Eric Topol sugli Annals of internal medicine. Bastava leggersele, insomma. Ancora più netto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma che, nel corso di un’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera, ha definito l’Oms “come in precedenti esperienze, non precisa, non indicativa e, soprattutto, senza una solida base clinica”.


La Diamond Princess

Entra ancora più nel merito, spiegando bene a Timeline su SkyTg24 Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus. “I cosiddetti asintomatici possono essere pre-sintomatici e paucisintomatici in una fase prima di sviluppare sintomi. Poi ci sono gli asintomatici veri e propri. Abbiamo delle pubblicazioni scientifiche che documentano come anche un asintomatico può avere carica virale significativamente elevata” e dunque “i soggetti asintomatici hanno la possibilità di infettare”. E’ ovvio e intuitivo che il carico virale è più alto in chi i sintomi ce li ha “e quindi ha una maggiore capacità di trasmettere l’infezione – ha aggiunto Locatelli – ma il caso della Diamond Princess dimostra che c’è stata diffusione del contagio anche da parte degli asintomatici”.
E da Oltreoceano anche Anthony Fauci, il virologo americano più noto e criticato, ha ammesso che la dichiarazione sugli asintomatici non è corretta e che l’Oms è tornata sui suoi passi perché non solo non ci sono evidenze a sostegno di quanto dicharato dalla sua rappresentante. Ma – al contrario – l’evidenza che abbiamo è che tra il 25 e il 45 per cento del totale degli infetti non ha sintomi. E che sappiamo dagli studi epidemiologici che queste persone possono trasmettere il coronavirus ai sani, anche se non hanno sintomi. Insomma, l’Oms ha davvero toppato.

 

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