Non solo melanoma. I tumori della pelle sono anche altri e se ne parla poco nonostante non siano poi così rari. Il carcinoma basocellulare della cute, per esempio, è il tumore della pelle più frequente con 64 mila nuovi casi ogni anno. Ed è più che raddoppiata in 20 anni l’incidenza del carcinoma cutaneo a cellule squamose, che con 19 mila casi l’anno è il secondo tumore della pelle più comune. La prevenzione, che passa da un’esposizione limitata al sole e dall’uso costante di filtri solari con fattore di protezione da 30 in su da riapplicare ogni 2 ore, resta perciò fondamentale.

 
I sintomi e i fattori di rischio

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose, si trova nella maggior parte dei casi su aree costantemente esposte al sole, soprattutto il volto e gli avambracci. Si manifesta con lesioni rosa/rossastre nodulari o con ulcerazioni anomale “Il carcinoma cutaneo a cellule squamose è il secondo tumore della pelle più frequente dopo il carcinoma basocellulare: l’incidenza è in aumento e negli ultimi vent’anni è più che raddoppiata”, afferma Stefania Gori, presidente di Fondazione Aiom e direttore del Dipartimento Oncologico Irccs Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella. “Colpisce soprattutto in età avanzata perché è un tumore che si sviluppa con l’esposizione cronica ai raggi del sole: l’età media dei pazienti è 70 anni ed è più a rischio chi lavora all’aperto e chi ha un fototipo chiaro, con capelli biondi e occhi azzurri”.

 
Le cure: intervento chirurgico e nuove terapie  

Il 95-99% dei pazienti con questi due tipi di tumori guarisce con l’intervento chirurgico, ma ci sono anche casi più complessi dovuti spesso proprio a diagnosi tardive. Inoltre, per 1500 italiani all’anno il bisturi non è una strada percorribile perché i tumori sono in zone come palpebre, naso, orecchie dove l’intervento sarebbe troppo demolitivo o deturpante, oppure perché il carcinoma è in stadio già avanzato o metastatico. Per i casi più complessi e non operabili le ultime novità terapeutiche offrono concrete speranze di una completa guarigione: è stata approvata da Aifa nelle scorse settimane la rimborsabilità per cemiplimab, un’immunoterapia specifica facile da seguire e ben tollerata che consente la regressione o, in alcuni casi, la guarigione del carcinoma cutaneo a cellule squamose anche nei casi più complessi, localmente avanzati o metastatici, che non è possibile trattare con la chirurgia. “Finora non avevamo armi contro i tumori non operabili, l’immunoterapia specifica con cemiplimab offre invece speranze concrete anche a questi pazienti”, spiega Paola Queirolo, direttore della Struttura di Oncologia Medica del Melanoma, Sarcoma e Tumori Rari all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e Coordinatore Nazionale Linee Guida Aiom Tumori Cutanei Non-Melanoma.

Come funziona l’anticorpo anti-Pd-1

 Il carcinoma cutaneo a cellule squamose risponde molto bene a questo anticorpo anti-Pd-1 che ‘sblocca’ la risposta immunitaria del paziente. Si tratta infatti di un tumore che si sviluppa a causa di numerose mutazioni che portano alla comparsa di altrettanti neoantigeni tumorali: “Rimuovendo il freno al sistema immunitario – prosegue Queirolo – la risposta contro il tumore è rapida ed efficace. I dati mostrano che la mediana di ottenimento di una risposta per una regressione del tumore è due mesi, mentre la mediana di una risposta completa per circa il 20% dei pazienti è un anno. Inoltre, la risposta al trattamento, che prevede infusioni endovenose ogni 3 settimane per 2 anni, migliora e aumenta nel tempo. Complessivamente questa terapia fornisce il 75% di controllo clinico del tumore, composto da risposte e stabilizzazioni”.

Un’arma anche per ridurre la massa tumorale

La terapia, che si effettua in ambulatorio e non richiede particolari accorgimenti prescrittivi perché prevede una dose fissa, è molto ben tollerata anche nei pazienti più anziani e fragili e in Italia è già stata impiegata con successo su 350 pazienti. “Nella maggior parte dei casi – osserva Francesco Spagnolo dell’Unità di Oncologia Medica 2, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Segretario Linee Guida AIOM Tumori Cutanei Non-Melanoma  – si vede una regressione tumorale dopo le prime 2, 3 somministrazioni e in futuro l’immunoterapia con cemiplimab potrebbe essere impiegata anche per ridurre l’estensione delle masse e renderle operabili; a oggi è approvata per il carcinoma a cellule squamose localmente avanzato o metastatico, pazienti per i quali è la prima scelta terapeutica”.

Le novità per i carcinomi basocellulari

Da poco è inoltre disponibile una terapia somministrabile per via orale e ben tollerata anche per i carcinomi basocellulari localmente avanzati. “Di recente – prosegue Spagnolo – ci sono state positive novità anche per i casi più complessi di carcinoma basocellulare, il tumore cutaneo più frequente ma per fortuna guaribile con l’intervento nel 95% dei pazienti: nelle situazioni più difficili in cui il tumore è localmente esteso oppure inoperabile si può intervenire con farmaci a bersaglio molecolare, vismodegib o sonidegib, che possono essere somministrati per via orale e sono ben tollerati, se gestiti da un team multidisciplinare esperto, anche dai pazienti più anziani e compromessi”.

 

Informare per curare meglio

Proprio per spiegare a pazienti e cittadini come proteggersi Fondazione Aiom ha pubblicato, con il contributo educazionale di Sanofi, due Quaderni Informativi sul carcinoma cutaneo a cellule squamose e sul carcinoma cutaneo basocellulare, che spiegano in maniera semplice i fattori di rischio, come si esegue la diagnosi e quali sono i trattamenti a disposizione. “Il Quaderno Informativo – spiega Gori – nasce per far conoscere ai cittadini questo tumore e come proteggersi, ma anche per sottolineare come oggi sia molto più curabile rispetto al passato anche nelle forme avanzate e metastatiche, peraltro rare”. I due Quaderni saranno disponibili da domani sul sito www.fondazioneaiom.it, dove si potrà rivedere anche la loro presentazione nell’area dedicata a Fondazione Aiom TV. “In qualità di Rappresentante Istituzionale, ma anche come madre, cittadina e persona ringrazio Fondazione Aiom per il supporto che ha dimostrato negli anni con rigore e generosa dedizione, ma anche per avere saputo interpretare e veicolare il concetto della prevenzione come strumento fondamentale ed irrinunciabile”, dichiara Angela Ianaro, membro della Commissione Affari Sociali della Camera. “L’attivazione della Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo della popolazione doterà il sistema di un metodo sino ad ora assente di standardizzazione e supervisione rigorosa dei dati e ciò consentirà la migliore comprensione dei fattori di insorgenza ed incidenza delle patologie tumorali (soprattutto legati a quelli ambientali), con possibilità di interventi importanti ed altamente impattanti in termini di prevenzione mirata ed efficace”.

In arrivo il Libro Bianco sul carcinoma cutaneo a cellule squamose

Si lavora attivamente anche tra i pazienti. L’associazione europea AIMaMe ha creato al suo interno un working group dedicato ai problemi di coloro che soffrono di questi tumori della pelle che presenterà a breve il ‘Libro Bianco sul carcinoma cutaneo a cellule squamose’. “Si tratta di un lavoro che ha visto la collaborazione di clinici, pazienti, Istituzioni ed economisti per un nuovo approccio alla patologia e che sarà punto di riferimento per tutte le persone coinvolte dalla malattia”, racconta la presidente, Giovanna Niero. “In particolare, la gestione dei pazienti anziani e dei giovani immunodepressi, categorie deboli e spesso isolate, deve essere sottolineata alle Istituzioni politiche e alle amministrazioni per una migliore presa in carico, per il diritto alla salute e alla migliore qualità di vita. Questo è il nostro impegno”.

Qualche segnale dalle istituzioni sembra arrivare: “Il non melanoma skin cancer – afferma Marcello Gemmato, membro della Commissione Affari Sociali della Camera – si sta dimostrando un problema crescente soprattutto nella popolazione anziana che ha vissuto attività lavorative che prevedono una esposizione prolungata ai raggi solari. La presa in carico del paziente oncologico anziano è una delle sfide che l’epidemiologia oncologica ci pone come istituzioni che speriamo di vincere grazie anche al sostegno delle associazioni dei pazienti”.

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