Il settore della mobilità pubblica dell’Apm di Macerata sta attraversando un periodo di crisi. Negli ultimi anni, il servizio di trasporto pubblico locale ha subito un peggioramento, con una flotta di bus invecchiata e una carenza di autisti. La situazione è peggiorata a partire dal post Covid, quando l’uso dei mezzi pubblici ha subito un calo drastico.
La Regione eroga all’Apm circa un milione e 250mila euro all’anno, che equivale a 1,56 euro a chilometro, mentre il Comune di Macerata contribuisce con 860mila euro. Tuttavia, le organizzazioni sindacali criticano il mancato rinnovo della flotta autobus e la mancanza di accordi sindacali di secondo livello.
I sindacati hanno denunciato la riduzione delle corse, con 12 linee pomeridiane tagliate e altre quattro accorpate. La situazione è preoccupante, con un servizio urbano di trasporto pubblico in affanno. I sindacati chiedono un confronto diretto con Comune e Apm per affrontare le problematiche del settore.
Il parco degli autobus è vetusto e l’organico è sottodimensionato, con circa sei unità di conducenti che andranno in pensione a inizio 2026. L’Apm continua ad avere perdite di 400-600mila euro l’anno, e i sindacati sono preoccupati per la mancanza di risposte, prospettive e strategie industriali. La riduzione dell’uso dei bus ha portato a ricavi modesti da abbonamenti e biglietti, aggravando la situazione.