L’azienda ha dichiarato di non essere d’accordo con diversi aspetti della decisione, in particolare riguardo all’entità della multa

TikTok, multa da 345 milioni per irregolarità sulla privacy dei minori

La Commissione per la Protezione dei Dati della Repubblica d’Irlanda (DPC) ha inflitto a TikTok una serie di sanzioni amministrative che ammontano complessivamente a 345 milioni di euro, dopo aver accertato che l’azienda ha violato il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) nel trattamento delle informazioni riguardanti i minori. In un comunicato ufficiale, la DPC ha spiegato che l’indagine, avviata nel 2021, ha rivelato una serie di violazioni da parte di TikTok in merito alle leggi sulla privacy, riscontrate nel periodo compreso tra luglio 2020 e dicembre 2020. Queste violazioni riguardavano principalmente la mancanza di protezione dei dati appartenenti agli utenti minori.

L’autorità di vigilanza ha sottolineato come le impostazioni predefinite dell’app rendessero gli account dei bambini accessibili al pubblico, esponendo così i contenuti da loro condivisi non solo agli utenti della piattaforma, ma anche a chi non ne faceva parte. Tra le altre irregolarità riscontrate, vi era anche una funzione chiamata “family pairing,” che consentiva di collegare gli account dei minori a quelli di adulti che non avevano completato il processo di verifica come genitori o tutori legali, oltre a delle carenze nel sistema di verifica dell’età.

Inoltre, la DPC ha precisato che un’autorità di vigilanza a Berlino aveva richiesto l’inclusione di una “ulteriore constatazione di violazione” dei principi di equità del GDPR, in riferimento alle cosiddette “dark pattern,” ossia schemi progettati per spingere gli utenti a selezionare opzioni che compromettessero maggiormente la loro privacy, sia durante la registrazione che nella condivisione di video. A TikTok è stato concesso un periodo di tre mesi per adeguare il proprio trattamento dei dati alle normative vigenti. In risposta a questa decisione, TikTok ha difeso le proprie azioni, sottolineando che “gran parte delle critiche mosse nella decisione non sono più pertinenti, grazie alle misure introdotte all’inizio del 2021, alcuni mesi prima dell’inizio dell’indagine”. L’azienda ha inoltre dichiarato di non essere d’accordo con diversi aspetti della decisione, in particolare riguardo all’entità della multa, e ha espresso la sua intenzione di fornire ulteriori chiarimenti mentre valuta i prossimi passi da intraprendere.

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