“La Francia ha sempre negato l’estradizione ed è qualcosa di incomprensibile. Stiamo parlando di 10 ex terroristi rossi che tutti, o perlomeno quasi tutti, si sono macchiati di reati di sangue, cosa dobbiamo fare per evidenziare effettivamente il diritto di avere giustizia? Il problema non è che oggi si arrivi tardi, e si è ancora al punto di partenza, ma è che non si è mai fatto nulla di attivo ed energetico nei tempi in cui si potevano fare le cose. Evidentemente non siamo capaci di imporre i nostri diritti”. Così Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi Torregiani, ucciso oltre 40 anni fa da un commando dei Pac davanti alla gioielleria di famiglia a Milano, commenta all’Adnkronos la sentenza della Corte d’Appello di Parigi che ha respinto le richieste di estradizione per i 10 ex terroristi italiani.

Alberto Torregiani si dice curioso di leggere ora le motivazioni della sentenza: “vediamo quali sono le reali giustificazioni, la Corte francese ha anticipato che si è richiamata agli articoli 8 e 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ci si dimentica, tuttavia, che da questa parte ci sono da 40 anni le stesse famiglie immerse nel dolore”. E poi: “non posso far altro che appoggiare il pensiero di Mario Calabresi, ho percepito leggendo tra le righe, che è stanco anche lui di queste finte volontà di dare giustizia quando in realtà nessuno, né da una parte né dall’altra, l’ha resa possibile”.

“Non c’è volontà e la domanda da porsi è di chi è la colpa? Pensiamo ad un ribaltamento della situazione, cosa sarebbe successo se fosse stata la Francia a chiedere l’estradizione di un terrorista condannato nel Paese, si sarebbero forse fermati di fronte a un ‘no’ dell’Italia? Credo sia giunto il momento di scuotere un pochino le acque”.

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.