Un’équipe multidisciplinare composta da Asp di Catanzaro, Aou “R. Dulbecco” e Università di Verona ha avviato un percorso innovativo per curare il piccolo Mariano, noto come “il Capitano”, affetto da una malattia rarissima. Dopo anni di spostamenti tra i principali centri specialistici italiani, una rete calabrese-veneta ha costruito un percorso clinico completo e domiciliare per affrontare la malattia.
Il percorso è stato reso possibile dalla sinergia tra Asp di Catanzaro, Aou “Renato Dulbecco”, Pediatria dell’Università di Verona e la famiglia del ragazzo. Un incontro operativo ha permesso di ripercorrere l’intera storia clinica di Mariano e costruire un piano assistenziale innovativo. Sono stati definiti due binari paralleli: diagnosi genetica e nuova terapia. Un nuovo esame del DNA sarà effettuato in Francia per tentare di decifrare la natura della patologia, mentre è stato avviato un farmaco recentemente introdotto per l’obesità negli adulti, adattato alle necessità dell’adolescente.
Accanto alle terapie mediche, è stato definito un programma di fisioterapia domiciliare per recuperare gradualmente il tono muscolare. L’Asp di Catanzaro ha già coordinato la stesura del Piano Assistenziale Individuale. Le condizioni cliniche e metaboliche di Mariano saranno aggiornate dagli specialisti dell’ospedale di Lamezia Terme, che lo seguono da sempre, in collaborazione con l’équipe della “Dulbecco”. L’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando che “Casa come luogo di cura” è una delle missioni del Pnrr e che per Mariano oggi è una realtà.