La procura di Biella ha chiesto l’archiviazione per il carabiniere di Cossato che il 19 febbraio aveva sparato al custode del castello medievale di Quaregna Cerreto, Eugen Bejan, 53 anni, uccidendolo. L’appuntato scelto del nucleo radiomobile di Cossato è accusato di omicidio volontario ma la stessa procuratrice capo, Teresa Angela Camelio, che coordina le indagini, ha chiesto per lui l’archiviazione.

 

La perizia balistica disposta dalla Procura e l’autopsia svolta dal medico legale Roberto Testi hanno stabilito che la dinamica dei fatti è compatibile con quanto il carabiniere e i testimoni hanno sempre sostenuto: il colpo di pistola che ha ucciso il custode, che quella sera aveva chiamato il 112 dicendo di volersi suicidare con un coltello, è partito mentre Bejan stava cercando di strappare l’arma al carabiniere. Il proiettile lo ha colpito al fegato, un colpo sparato dal basso verso l’alto a distanza ravvicinata, come dimostrano le bruciature sulla pelle intorno al foro di entrata.

 

Bejan quella sera aveva chiesto l’intervento di un’ambulanza a tarda sera dicendo di volerla fare finita, come aveva già fatto altre volte in passato. Il medico e gli infermieri del 118 avevano provato a calmarlo ma lui era armato di un coltello da cucina e di un bastone. Per questo era stato richiesto l’intervento dei carabinieri.

 

Il custode si era scagliato contro l’appuntato con il coltello e prima dello sparo lo aveva colpito alla schiena con il bastone. Il carabiniere, difeso dall’avvocato Andrea Conz, aveva ricostruito gli istanti della colluttazione spiegando che l’uomo aveva cercato di disarmarlo. La procura sostiene la stessa tesi e per questo ha chiesto l’archiviazione. 

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