Una diatriba sulla presenza del cantore dell’esercito israeliano alla celebrazione di Hanukkah rischia di riaccendere tensioni ad Amsterdam sulla questione palestinese-israeliana. La polemica ruota attorno alla Chanukah Concert Foundation, che ha invitato Shai Abramson, ex ufficiale dell’esercito e attuale chief cantor, a esibirsi in occasione della festa ebraica della luce.
La sua presenza ha scatenato un putiferio: da un lato le contestazioni dei collettivi pro-Palestina, dall’altro tensioni tra il Concertgebouw e le associazioni ebraiche, non tutte favorevoli alla presenza di Abramson. Inizialmente, la sala aveva deciso di non farlo esibire, motivando la scelta con l’incompatibilità della sua presenza con la missione dell’istituzione, volta a connettere le persone attraverso la musica mantenendosi distante dai conflitti politici e militari.
Tuttavia, dopo una manifestazione di ottobre organizzata dalla Chanukah Concert Foundation e una minaccia di azione legale contro il Concertgebouw, sostenuta anche dal governo israeliano, la vicenda è degenerata e si è trasformata da contesa locale a caso internazionale. La costellazione pro-Palestina non rimane a guardare e un gruppo ebraico antisionista ha organizzato una protesta davanti al Concertgebouw.
Secondo Yuval Gal, attivista del gruppo, la presenza di Abramson non è casuale, ma ha lo scopo di giustificare il genocidio e rappresentare i palestinesi come nemici. La vicenda si inserisce in un contesto già incandescente, con eventi culturali legati ad artisti israeliani o ebrei che sono stati oggetto di proteste negli ultimi anni. Oggi si prevede una giornata di forte mobilitazione, con manifestazioni davanti al Concertgebouw e proteste rumorose per coprire la performance del cantore.