Il tennis, uno sport individuale, ha subito una trasformazione nel corso degli anni, permettendo ai giocatori di interagire con i loro allenatori durante le partite. Questa regola ha messo fine a una pratica comune in cui allenatori e giocatori comunicavano in segreto per evitare di essere scoperti. Gli allenatori sono ora parte integrante del gioco e vengono spesso inquadrati durante le trasmissioni televisive, assieme ad amici e familiari, per mostrare il lato emotivo delle partite.
In Italia, alcuni nomi di allenatori sono diventati noti, come Simone Vagnozzi e Darren Cahill, che lavorano con Jannik Sinner. Un cambiamento di allenatore può essere una notizia importante, specialmente se il nuovo allenatore sostituisce uno che ha lavorato con il giocatore fin da giovane.
Andrea Di Stefano, regista e attore, ha scritto e diretto il film “Il maestro”, che racconta la storia di un giovane tennista di 13 anni di nome Felice. Il padre di Felice, Pietro, ingaggia un allenatore di nome Raul Gatti, un ex professionista che aveva raggiunto gli ottavi di finale agli Internazionali d’Italia. Raul e Felice iniziano a partecipare a tornei giovanili, mentre Pietro resta a casa in attesa di notizie.
La storia è ambientata nell’estate del 1989, quando il tennis non era ancora uno sport popolare in Italia e non c’erano molti soldi in palio. Pietro vuole che Felice diventi un campione per migliorare la loro situazione economica e sociale. Tuttavia, il tennis che Pietro ha insegnato a Felice è concepito come una lotta di classe, dove si gioca in modo difensivo e non si cerca di vincere, ma di far perdere l’avversario.
Raul, il maestro, è un personaggio complesso con fragilità psicologiche che gli hanno impedito di affermarsi nello sport e nella vita. Non è in grado di nascondere la sua debolezza e non può ingannare Felice. Il suo obiettivo è di preparare Felice ad affrontare le sconfitte e a non accettare di perdere alle condizioni imposte da altri. Il maestro suggerisce a Felice di differenziare il suo gioco e di provare il serve & volley, un colpo proibito che Felice non ha mai osato tentare. Questo gesto rappresenta l’inizio di una ribellione al destino già scritto per lui e l’affermazione della sua capacità di decidere autonomamente.