“Mi piacciono le esultanze vere, genuine, che nascono al momento, dal cuore ma anche dalla testa”. Marco Tardelli lo sottolinea all’AdnKronos, a margine della presentazione al ‘Taormina Film Festival’ del docufilm ‘Italia 1982: una storia azzurra’ dedicato alla storica vittoria della Nazionale al Mundial in Spagna, esattamente 40 anni fa.

Il suo urlo dopo il gol alla Germania – il secondo dell’Italia nel 3-1 finale – fu l’immagine iconica che resta nella mente di tutti i tifosi, assieme a quella del presidente Sandro Pertini che esulta in piedi alzando le braccia nella tribuna onore dello stadio di Madrid, fra un serissimo cancelliere tedesco Helmut Schmidt e un sorridente re spagnolo Juan Carlos di Borbone che, essendo nato a Roma, mascherava a fatica la sua simpatia filo-italiana pur costretto a una regale neutralità da Paese ospitante.

“Oggi – è il disappunto di Tardelli – tante esultanze appaiono più ricercate, più studiate…” Anche più finte? “Non lo so – risponde – ma io quella volta, più che esultare, ho proprio gridato al vento la mia gioia infinita, per un goal che poteva essere decisivo, visto che raddoppiava il nostro vantaggio sulla squadra tedesca”. E anche per il compagno di quella avventura, Fulvio Collovati, “quell’urlo di Tardelli è un gesto che rimarrà nella storia del calcio, anche se lui con falsa modestia lo nega. E rimarrà per sempre proprio perché fu un gesto genuino e spontaneo”.

(dell’inviato Enzo Bonaiuto)

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