Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha pronunciato una frase il 2 ottobre durante il programma “Porta a porta” di Bruno Vespa, riguardante l’intercettamento in acque internazionali della Global Sumud Flotilla da parte della marina militare israeliana. La frase è stata considerata sintomatica dei doppi standard utilizzati nel rispetto delle norme internazionali, dove si tollera o si giustifica la violazione a seconda della convenienza.
Gli ultimi due anni hanno confermato che il diritto internazionale conta fino a un certo punto quando si tratta di Israele, che ha ignorato tre serie di ordini cautelari della Corte internazionale di giustizia e prosegue a costruire insediamenti in Cisgiordania nonostante ciò sia illegale. Inoltre, Israele ha bloccato aiuti umanitari in acque internazionali, un atto considerato illegale.
Il ministro Tajani aveva inizialmente affermato che la giustizia internazionale era importante, ma successivamente ha cambiato il suo punto di vista, sostenendo che la Corte penale internazionale non è la soluzione ma un problema. Ciò è emerso quando il governo italiano ha cercato di avere un ruolo nei negoziati per porre fine alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, e il ministro ha affermato che c’è il problema della Corte penale internazionale, ossia il mandato di cattura emesso nei confronti del presidente russo Putin.
Inoltre, il ministro Tajani ha anche affermato che Amnesty International non è la Corte penale internazionale, e che la Corte non è la Bocca della verità, quando è stato interrogato sul genocidio israeliano nella Striscia di Gaza e sul ricercato Almasri. Ciò ha confermato l’idea che il diritto internazionale conta fino a un certo punto e che la giustizia internazionale non è la soluzione ma un problema.