Pio e Amedeo sarebbero stato il giusto contraltare all’onnipotenza di Tommaso Zorzi e dei gay “ad ogni ora del giorno” che apparirebbero sulle reti Mediaset, parola di Carlo Freccero.

Critico, autore ed ex direttore di Rai Due (è stato lui a riportare Simona Ventura in Rai dopo L’Isola dei Famosi), fra le pagine di Open ha parlato del monologo di Pio e Amedeo e dei gay che sarebbero ad ogni ora del giorno sulle reti Mediaset.

“Conosco Pio e Amedeo da anni e li ritengo molto bravi. Loro attaccano il politicamente corretto e si sono ribellati a un dato di fatto: sulle reti Mediaset ci sono gay a ogni ora. E loro che sono trumpiani, in quanto eterosessuali bianchi, si ribellano a questa narrativa unica. Non solo hanno ragione, ma soprattutto dimostrano che Mediaset è libera. Pio e Amedeo sono solo il contraltare di un onnipresente Tommaso Zorzi e dimostrano che a Mediaset puoi dire quello che vuoi. Mi hanno ricordato il 1979, quando ho iniziato a Canale 5: si poteva dire qualsiasi cosa, come nel programma Drive In“.

Ecco, anche a me la comicità di Pio e Amedeo ha ricordato il 1979 e non è certo un complimento. Siamo nel 2021, sono passati 42 anni.

“Pio e Amedeo hanno preso in giro il pubblico di Mediaset, hanno portato sul palco i cantanti neomelodici che piacciono da morire al Sud e nelle tv generaliste non hanno spazio, hanno preso in giro tutte le categorie televisive. Loro sono intelligenti, astuti, e hanno continuamente dato prova di libertà immensa”.

Carlo Freccero: “In Rai opinionisti gay e fluidità, non è vecchia come l’ha fatta passare Fedez”

Nel mirino di Freccero anche il monologo di Fedez al concerto del Primo Maggio.

“Fedez arriva e in pochi minuti ti mostra la Rai vecchia e da buttare: l’opposto di Instagram, di Tik Tok, e di tutto quel mondo lì. Fossi stata la vicedirettrice della Rai 3 gli avrei detto: “Ma le vedi le nostre reti? La vita in diretta, gli opinionisti gay, il Festival di Sanremo? Siamo costantemente sul tema della fluidità, non puoi non rendertene conto, non può dire che noi non vogliamo affrontare il tema”. La Rai non è così vecchia come è apparsa il Primo Maggio”.

Bah.

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