Quest’anno, i fine settimana ci pongono in attesa di ponti che manca poco prima della fine dell’anno, eccezion fatta per l’8 dicembre, un lunedì. L’unico momento di pausa sarà rappresentato dalle vacanze di Natale. Tuttavia, ci si chiede se una semplice vacanza possa realmente alleviare lo stress accumulato durante l’anno lavorativo. Secondo i giudici italiani, la risposta è negativa. Lo stress non sempre lascia segni visibili, ma i suoi effetti sono profondi e già rilevanti anche dal punto di vista giuridico.
Una recente sentenza del Tribunale di Napoli ha fatto luce su questa questione, riguardando una guardia giurata che ha lavorato per sette mesi in condizioni estremamente difficili, con turni di 13-14 ore senza riposo. Il giudice ha riconosciuto un danno da usura psico-fisica anche senza diagnosi cliniche, affermando che la violazione delle norme sull’orario di lavoro rappresenta un’offesa alla salute e alla dignità.
A Milano, un ulteriore passo avanti è stato fatto da parte del Tribunale, che ha valorizzato il diritto sociale europeo, riconoscendo un risarcimento per il danno subito da conducenti del trasporto pubblico, basando la liquidazione sulla sofferenza soggettiva piuttosto che sul reddito. Ogni abuso di straordinario vale 27 euro, secondo le tabelle milanesi, stabilendo un principio forte: la sofferenza del lavoratore deve essere tutelata in modo oggettivo.
I giudici, sia a Napoli che a Milano, hanno ribadito che i limiti orari non sono solo opzioni contrattuali, ma norme da rispettare a tutela della salute. Anche la Cassazione ha recentemente sottolineato che alcune situazioni lavorative estreme possono giustificare presunzioni di danno, evidenziando una crescente sensibilizzazione riguardo al costo umano della cattiva organizzazione lavorativa.