Ixpe è pronto al decollo. E gli obiettivi scientifici della missione congiunta Nasa e Asi puntano a studi basati sulla polarizzazione dei raggi X. Ixpe – Imaging X-ray Polarimetry Explorer partirà dal Kennedy Space Center in Florida il prossimo 9 dicembre alle 7 del mattino, ora italiana. La missione è stata selezionata dalla Nasa il 3 gennaio 2017 come parte del programma spaziale Smex – Small Explorer. Il satellite sarà lanciato a bordo del vettore Falcon 9 di Space X e avrà un’orbita circolare a 540 km di altezza e 0 gradi d’inclinazione. La fase di commissioning prenderà il via il giorno del lancio e si concluderà il 9 gennaio prossimo, mentre la prima osservazione di tipo calibrativo è prevista per il 10 gennaio 2022. Ixpe effettuerà per la prima volta misure di high sensitivity di polarizzazione da sorgenti celesti che emettono raggi X come pulsar, magnetar, buchi neri e resti di supernova, è stato spiegato nel corso di conferenza stampa pre-lancio tenutasi questa mattina, in modalità ibrida, presso la sede dell’Asi e a cui hanno preso parte i presidenti dei tre enti di ricerca coinvolti nella missione: Giorgio Saccoccia dell’Asi Marco Tavani dell’Inaf e Antonio Zoccoli dell’Infn che hanno fornito una panoramica della missione.

Il satellite avrà a bordo 3 telescopi con rivelatori basati sulla tecnologia innovativa dei Gas Pixel Detector (Gpd) ideati e sviluppati da Infn e Inaf con il finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’Asi, inoltre, metterà a disposizione i suoi due centri: lo Space Science Data Center e il ‘Luigi Broglio’ Space Center, rispettivamente per l’elaborazione delle analisi scientifiche e la ricezione dei dati. Gli altri partner della missione sono l’Università di Roma 3, coinvolta nella parte scientifica, e Ohb, il partner industriale che ha fornito la Detector Service Unit, le Filter and Calibration Wheel, le schede di alta tensione e il Detection Unit Set. Lo sviluppo della missione ha rappresentato un grande sfida perchè, è stato sottolineato nel corso della conferenza all’Asi, i rivelatori, veri e propri gioielli tecnologici, sono stati realizzati in tempo record, solo tre anni, grazie alla sinergia tra enti di ricerca e industrie coinvolte.

“Ixpe rappresenta la nostra vocazione verso la scienza ed esprime la visione dello spazio italiano e dell’Agenzia” ha sottolineato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia. “Il satellite – ha spiegato – è un esempio di innovazione tecnologica perché a bordo ha gioielli tecnologici frutto dell’inventiva e genialità italiana”. Il numero uno di Asi ha inoltre rilevato che “in questa missione è presente sia la collaborazione internazionale con la Nasa sia quella nazionale con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’industria italiana. Il tutto realizzato con risorse modeste e in tempi invidiabili”.

Durante la conferenza di oggi Barbara Negri, Responsabile Volo umano e strumentazione scientifica di Asi, ha evidenziato il ruolo dell’Agenzia Spaziale Italiana insieme a Imma Donnarumma, Ixpe Project Scientist per Asi. La scienza di Ixpe è stata, invece, raccontata da Paolo Soffitta, Italian Principal Investigator dell’Inaf, e da Luca Baldini, Italian Co-Principal Investigator dell’Infn. Infine, il ruolo industriale è stato sottolineato da Paolo Lorenzi, Head of scientific instruments pre-developments di Ohb Italia. Lo sviluppo della missione, ha ricordato l’Asi, ha rappresentato un grande sfida: i rivelatori, veri e propri gioielli tecnologici, sono stati realizzati in tempo record, solo tre anni, grazie alla sinergia tra enti di ricerca e industrie coinvolte.

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