A Mantova è stato lanciato un appello per affrontare il grave problema del sovraffollamento carcerario. La Garante dei diritti delle persone private della libertà, Graziella Bonomi, ha sollevato la questione durante un incontro in Comune, sottolineando la necessità di restituire dignità alla vita dei detenuti. Erano presenti l’assessore al welfare Andrea Caprini, il vescovo di Mantova Marco Busca, l’assessore alla Legalità Alessandra Riccadonna, il presidente della Camera Penale di Mantova Sebastiano Tosoni e il presidente della cooperativa sociale Hike Giancarlo Sodano.
Il tema del sovraffollamento carcerario è stato definito “drammaticamente urgente” e si è sottolineato che numerose proposte sono rimaste inascoltate. Il problema tocca le coscienze di tutti e si vuole rinnovare l’impegno per affrontare la situazione. A ottobre, si registravano 63.493 persone detenute a fronte di 45.651 posti regolamentari disponibili, con un tasso di affollamento medio superiore al 136%. Anche a Mantova, il 31 ottobre, erano presenti 147 detenuti a fronte di 97 posti regolamentari.
La situazione all’interno delle strutture è stata descritta come “profondamente lesiva della dignità umana” e viola i principi costituzionali. Non opera a favore del reinserimento sociale e del recupero dei detenuti, provocando gravi conseguenze, anche suicidi. Il 30% dei detenuti ha problemi di dipendenza e il 14% patologie psichiatriche conclamate, il che aggrava la situazione. Si è deciso di portare in Senato le documentazioni relative a questa grave problematica, insieme a proposte per arginarla.
Le condizioni di detenzione hanno portato a una sentenza di condanna per l’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dell’art 3 della Convenzione. Il vescovo di Mantova ha ricordato la sua presenza all’interno del carcere di Rebibbia e ha sottolineato che il problema non è stato mai affrontato seriamente. È necessario un cambiamento culturale della mentalità sulla proporzione del peso della pena.
A Mantova operano realtà del terzo settore per offrire segni concreti di speranza e di reinserimento sociale e lavorativo, ma sono in condizioni critiche e con limitate risorse. La percentuale di recidive si riduce drasticamente quando viene offerto un posto di lavoro all’uscita dal carcere. Sono stati ricordati il discorso di Papa Francesco e il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella, che hanno sottolineato l’importanza del rispetto della dignità di ogni persona e dei suoi diritti.