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martedì – 20 Gennaio 2026

Slovacchia contro Fico

Nella Slovacchia orientale, uno studente di 19 anni ha scritto frasi di protesta con il gesso sull’asfalto davanti alla sua scuola secondaria, criticando il premier Robert Fico. Le scritte, che invitavano a “dare addio” a Fico e ironizzavano sui suoi presunti favori sessuali a Vladimir Putin, sono apparse poche ore prima di un intervento del premier nella scuola.

Il giovane, che si fa chiamare Muro, ha spiegato di aver voluto esprimere il suo dissenso verso un governo che a suo giudizio ha fatto troppo poco contro la corruzione e il caro vita, investendo poco in istruzione e sanità e contribuendo all’emigrazione dei giovani. La reazione è stata immediata: Fico ha rinviato la visita e la polizia ha interrogato Muro, ma il movimento di protesta era già partito.

In tutta la Slovacchia, il gesso è diventato uno strumento per esprimere il malcontento contro il governo, accusato di arretrare sui diritti umani e smantellare lo stato di diritto. Migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni per denunciare la deriva democratica del Paese. Muro è stato invitato a parlare a un comizio a Bratislava, dove ha detto che è necessario rendersi conto di cosa si sta votando e che il ritorno di un regime autoritario è una minaccia per la democrazia.

Il movimento di protesta, noto come “Rivoluzione del gesso” o “Ondata del gesso di novembre”, si è affievolito dopo alcune settimane, ma Muro spera che riprenderà in un momento più rilevante, come alle elezioni del 2027. Intanto, le proteste continuano in varie forme, come le manifestazioni contro la sostituzione dell’ufficio per la tutela dei whistleblower e gli studenti che abbandonano l’aula quando Fico tiene lezioni. Muro si è ritrovato sotto i riflettori, con apprezzamenti e attacchi personali, ma afferma di essere apartitico e di non sostenere candidati o partiti specifici.

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