A Siena sta attirando l’attenzione un caso di sepsi meningococcica che ha colpito una donna di cinquanta anni, ricoverata presso il policlinico Le Scotte. La diagnosi è stata effettuata a fine ottobre.
Il professor Mario Tumbarello, esperto in malattie infettive, chiarisce che esistono portatori sani di meningococco, asintomatici che non sono a conoscenza della loro condizione. Il meningococco è un batterio molto aggressivo e può causare malattie gravi. La differenza tra meningococco, meningite e sepsi meningococcica risiede nella natura batterica e nella gravità delle malattie che possono svilupparsi.
Il batterio Neisseria meningitidis, noto come meningococco, ha come unico ospite l’essere umano. Questo batterio è sensibile alle variazioni di temperatura e a secchezza, sopravvivendo solo pochi minuti al di fuori dell’organismo. Esistono 13 sierogruppi di meningococco, ma solo sei possono causare meningite e altre malattie gravi, con i sierogruppi B e C che sono i più comuni in Italia e Europa.
Le infezioni invasive da meningococco si manifestano prevalentemente attraverso la meningite, con sintomi simili ad altre forme di meningite batterica. In alcuni casi, la malattia può avere un decorso fulminante, portando a complicazioni gravi o decessi anche con un trattamento adeguato. La sepsi meningococcica può presentarsi con febbre alta, ipotensione e insufficienza di uno o più organi.
Il contagio avviene tramite le secrezioni respiratorie, con un periodo di incubazione di 3-4 giorni. La vaccinazione è fondamentale per la prevenzione, dato che i portatori asintomatici rappresentano un rischio significativo.
La profilassi antibiotica è raccomandata per i contatti stretti dei malati per ridurre il rischio di ulteriori casi. La sorveglianza è essenziale per identificare e trattare tempestivamente eventuali nuovi casi.