Ábalos, Garcia e Cerdán sono tre uomini che, finiti in carcere o accusati di tangenti, hanno giocato un ruolo cruciale nell’ascesa di Pedro Sánchez ai vertici della politica spagnola. La Spagna si interroga sul proprio futuro politico, poiché il cerchio attorno al premier socialista si sta stringendo sempre più, con i suoi partner di governo che chiedono a gran voce un rimpasto.
Il deputato in carica e braccio destro di Sánchez, José Luis Ábalos, è stato arrestato per aver truccato appalti pubblici e i pubblici ministeri lo hanno definito un soggetto estremamente a rischio di fuga. La vicenda parte dal “caso Koldo”, scoppiato attorno ai tre plenipotenziari del Psoe, Ábalos, García e Santos Cerdán, accusati di aver creato una presunta rete criminale multimilionaria di contratti truccati, tangenti e traffico di influenze nei settori della sanità e dei lavori pubblici.
La Corte Suprema spagnola ha ordinato la custodia cautelare senza cauzione dell’ex ministro dei trasporti José Luis Ábalos e del suo collaboratore, Koldo García. La seconda vicepresidente e ministra del Lavoro e dell’Economia Sociale, Yolanda Díaz, chiede “un cambiamento assolutamente profondo” nel governo, una mossa che potrebbe essere una strategia per affrontare la crisi politica del sanchismo.
Díaz insiste sulla necessità di “cambiare il governo da cima a fondo, dobbiamo voltare pagina”, mentre Sánchez pare non prendere in considerazione il radicale rimpasto. Intanto, il centrodestra formato dai popolari del Pp e dalla destra di Vox guadagna consensi nei sondaggi, il che gli consentirebbe di avere la maggioranza nel futuro Parlamento. Alberto Feijoo, leader del Pp, ha convocato una manifestazione contro il governo, per chiederne le dimissioni alla luce dei numerosissimi scandali.