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martedì – 16 Dicembre 2025

Scandali e torture in Israele: il caso di Sde Teiman

L’invasione terrestre di Gaza da parte dell’esercito israeliano ha portato alla cattura di migliaia di palestinesi. Questi uomini e donne, spesso feriti e con le mani legate, sono stati deportati, incluso Abeer Ghaban, la cui deportazione è stata giustificata dall’associazione del nome del marito deceduto a un presunto combattente di Hamas.

Un’inchiesta condotta da “The Guardian”, “+972 Magazine” e “Local Call” ha rivelato che solo un quarto dei sequestrati è stato riconosciuto come combattente da Israele. Molti di loro sono stati rilasciati senza accuse dopo settimane o mesi di detenzione, durante i quali hanno subito torture e abusi. Le testimonianze parlano di condizioni disumane e violenze.

Tra le strutture di detenzione, Sde Teiman, una base militare nel deserto del Negev, si distingue per la brutalità. Un video di sicurezza ha mostrato soldati che abusavano di un prigioniero palestinese. Questo filmato, diffuso nel novembre dell’anno seguente, ha generato indignazione e ha portato a un’inchiesta militare, ma anche a proteste da parte di israeleani che hanno attaccato l’Avvocatura militare.

Successivamente, la procuratrice generale, Yifat Tomer-Yerushalmi, è stata accusata di aver diffuso il video e, dopo aver rassegnato le dimissioni, è scomparsa per un giorno. Una volta ritrovata, è stata arrestata. Il suo arresto è ora usato dai torturatori come richiesta per chiudere le indagini a loro carico.

Questo caso si inserisce in un quadro più ampio di scandali che coinvolgono anche il sindacato Histadrut, con accuse di frode e corruzione che hanno portato all’arresto di decine di persone, incluso il presidente del sindacato.

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