Vittoria delle architette sarde: da oggi sui timbri delle professioniste ci sarà scritto “architetta”. Anche l’Ordine di Cagliari riconosce (finalmente) la dicitura al femminile e dà il via libera al nuovo sigillo.

È la prima volta che accade in Sardegna mentre già dal 2017 la parità nel marchio era stata adottata dall’Ordine professionale di Bergamo, seguito da quelli di Roma, Torino, Milano, Modena e Treviso.

La delibera che consente alle architette di non firmarsi più al maschile è stata approvata dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Città metropolitana di Cagliari e Sud Sardegna, composto da undici professionisti, fra i quali cinque donne, poco meno della metà.

“Non c’è alcun obbligo, ma la possibilità di farlo, è un’opportunità in più che si offre a chi lo desidera”, spiega Teresa De Montis, presidente dell’Ordine di Cagliari, cui sono iscritte 312 professioniste su un totale di 723 architetti e architette: circa il 43%. Una percentuale in linea col 42% nazionale.

Com’è nata la “rivoluzione” linguistica sul timbro? “Abbiamo ricevuto una richiesta formale e motivata da parte della nostra iscritta Silvia Mocci”, precisa la presidente. “Ci è sembrato naturale accoglierla”.

“Ritengo che il timbro con la dicitura ‘Architetta’ contribuisca alla continua costruzione di un’identità professionale sempre più consapevole e riconosciuta”, aveva argomentato l’architetta Mocci nella sua richiesta all’Ordine, “e che costituisca un primo tassello inscritto all’interno di un più ampio dibattito culturale per la parità di genere. Credo che contribuisca a sviluppare una cultura partecipata dell’uguaglianza in generale e specificatamente nel campo dell’architettura”.

“La declinazione al femminile è contenuta da sempre nei dizionari italiani, dimostrando la natura non neutra del termine – ha ricordato la sociologa e linguista Vera Gheno, in un recente intervento pubblico sul linguaggio di genere, come ricordato nel comunicato dell’Ordine di Cagliari – Ma, come accaduto per altri status professionali (si pensi a ministra, medica, arbitra che erano in uso già con il latino), ha ceduto il passo alla versione maschile”. Da qualche anno però si inizia a parlare il linguaggio della parità. E per le architette sarde è arrivato anche il suggello del timbro.

 

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