Il cantante sardo a ‘Un giorno da pecora’: “Tirare fuori il Quirinale, nel momento in cui Giorgio Napolitano non può neanche querelarlo per quello che dice, fa un po’ sorridere… Ogni anno Pupo trova il modo di far parlare di sé”

Valerio Scanu (Fotogramma/Ipa)
Valerio Scanu (Fotogramma/Ipa)

“Ogni volta che si avvicina il festival di Sanremo Pupo trova sempre un modo per far parlare di sé. Ma tirare fuori il Quirinale, nel momento in cui Giorgio Napolitano non può neanche querelarlo per quello che dice, fa un po’ sorridere…” A parlare, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’ su Rai Radio1, è Valerio Scanu, trionfatore del Sanremo 2010 con il brano ‘Per tutte le volte che’ (quello di “in tutti i luoghi in tutti i laghi”). Un’edizione del festival, quella del 2010, che, secondo le parole di Pupo (arrivato secondo con il brano ‘Italia amore mio’, cantato con Emanuele Filiberto di Savoia e Luca Canonici), non avrebbe avuto il vincitore giusto per imprecisati interessamenti del Quirinale. Il cantante ha proseguito: “Prima di salire sul palco sapevo già di aver vinto, il televoto era già chiuso e fu proprio Pupo a dirmi ‘hai vinto tu!, era sorpreso e anche contento”. Quindi lei è più che certo della correttezza della sua vittoria? “Per me, da quanto mi risulta, fu tutto regolare, ovviamente. Ogni anno – ha chiosato a Un Giorno da Pecora il cantante sardo – Pupo prima del festival fa delle dichiarazioni che fanno parlare di sé, basta controllare…”

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