Negare i progressi registrati nella sanità negli ultimi anni, in termini di risanamento finanziario e programmazione, sarebbe difficile. Tuttavia, esistono ancora gravi problemi, specialmente nelle aree interne, nei pronto soccorso e rispetto alle liste d’attesa, situazioni che riguardano quasi tutto il territorio nazionale, eccezion fatta per pochi luoghi.
Si può osservare che la politica ha continuato a esercitare un controllo rigoroso sulle Aziende sanitarie locali e sugli ospedali, spesso alimentando clientele per mantenere il consenso. Inoltre, molte decisioni prese dai direttori generali di queste strutture hanno ignorato le indicazioni valide, portando a gravi conseguenze. Anche se questo è un dato di fatto, la scelta del governo di mantenere il Piano di rientro per la sanità in Campania è stata ritenuta inappropriata e strumentale, pensata per non permettere a De Luca di rivendicare successi in vista delle elezioni regionali.
La Campania continua a essere la regione più svantaggiata in Italia, ricevendo il minor numero di risorse pro-capite. I criteri di distribuzione delle risorse appaiono irrazionali e non rispettano il buon senso. Ignorare questa realtà significa tradire gli interessi dei cittadini campani. In questo contesto difficile, i territori più vulnerabili dal punto di vista demografico e del consenso hanno subito le maggiori conseguenze in termini di tagli e chiusure.
Il clima della campagna elettorale è caratterizzato da un dibattito che si distacca dalla realtà, favorendo una logica dicotomica e polarizzata, che ignora le complessità. Questo porta a una concezione partigiana delle istituzioni, dove il merito perde valore e prevalgono demagogia e superficialità. Nella contesa elettorale, così come in guerra, la verità è spesso sacrificata in nome della vittoria.