ROMA – “L’aereo era mezzo vuoto eppure ci hanno caricato tutti stretti uno accanto all’altra, nessun distanziamento e alle nostre proteste lo stewart ci ha risposto: beh sapete qual’è la situazione quando decidete di partire”. Dopo le accuse dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, pronto a sospendere l’operatività di Ryanair se non rispetterà le norme sanitarie anti Covid, arrivano segnalazioni dai lettori che hanno viaggiato sulla compagnia low cost, che da Dublino aveva replicato alle accuse: “Noi corretti, applichiamo scrupolosamente tutte le misure richieste dall’Europa”.

A parlare Claudia Fellus che tornava da Tel Aviv, dove lavora ad un progetto finanziato dall’Europa. “Ho preso l’ultimo volo possibile mentre in Israele arrivava la seconda ondata del virus, duemila contagi al giorno. E quello che mi spaventa è che vedevo lì le stesse  scene che noto ora a Roma: movida notturna, gente senza mascherine. Preoccupante. Molto”.

Una preoccupazione iniziata appena salita sul volo della Ryanair. “Nessuno badava a tenere la gente distanziata, a farci entrare pochi alla volta, era tutto affidato all’autogestione e come si sa c’è chi sta attento e chi se ne infischia. Una volta saliti tutti a bordo ci siamo accorti che eravamo stipati nelle prime file, dietro era tutto vuoto. Abbiamo protestato, chiesto e ri-protestato. Ho dovuto tirar fuori le norme dell’Enac perché qualcuno si prendesse la briga di prendermi sul serio. Alla fine, prima di partire, hanno chiesto a qualche passeggero di spostarsi. Quando siamo arrivati a Roma ci hanno caricato su un pullman, non va bene”, dice la signora che ora è in quarantena ma dalla finestra nel centro della città guarda preocupata “gli assembramenti, la gente senza mascherina. Era così anche in Israele, e poi è arrivata la seconda ondata: duemila nuovi infetti al giorno”.
 

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