Nel panorama culturale italiano, figure come Nicola Mastronardi emergono non solo per le loro opere, ma anche per il loro impegno nel valorizzare le radici storiche del paese. Giornalista, scrittore e autore televisivo, Mastronardi, originario di Agnone, ha dedicato la sua vita a raccontare storie dimenticate e a ridare voce a tradizioni locali.
La sua passione per la scrittura risale all’infanzia, quando, ispirato da un maestro innovativo, iniziò a creare giornalini scolastici. A 17 anni pubblicò il suo primo articolo, un passo che lo portò a Firenze per studiare Scienze Politiche, inizialmente con l’idea di intraprendere una carriera diplomatica. Tuttavia, il richiamo del giornalismo si rivelò irresistibile. Negli anni ’80, Mastronardi fondò una redazione per il quotidiano “Repubblica”, scrivendo utilizzando diverse forme narrative.
Un punto centrale della sua carriera è rappresentato dalla trilogia “Vitellio”, un’opera che si propone di esplorare la storia dei popoli italici, spesso trascurata nei programmi scolastici. Questo interesse si è intensificato durante il suo ritorno in Molise, dove ha deciso di approfondire le storie del genocidio dei Sanniti e del loro ruolo nella storia di Roma.
Mastronardi sta anche promuovendo la sua narrativa nelle scuole, con l’intento di colmare lacune storiche e avvicinare i giovani alle proprie origini. Al contempo, ha sviluppato un progetto di turismo scolastico che porta gli studenti a visitare i luoghi descritti nel suo libro.
La sua passione per i viaggi a cavallo lo ha portato in tutto il mondo, ma luoghi come la Cappadocia e il Lesotho hanno segnato il suo percorso, arricchendo ulteriormente la sua esperienza culturale.
Attualmente, Mastronardi è impegnato in un progetto dedicato alla cultura Arbëreshë in Calabria, creando contenuti per la televisione e la radio con l’obiettivo di tutelare le minoranze linguistiche.
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