“LA contraffazione dei vaccini per Covid-19 è pressoché inesistente. L’eventuale rischio su questi prodotti non è tanto l’alterazione del contenuto quanto i furti. Ciò di cui ci dobbiamo preoccupare è il mercato illegale dei farmaci acquistati online”. E’ questo, in estrema sintesi, il pensiero dI Maurizio Bonati, direttore del Dipartimento di Ricerca Salute pubblica all’Istituto Mario Negri di Milano.

Analizzando il fenomeno delle contraffazioni in questo genere di prodotti, la storia recente ci dice che si tratta di un fenomeno del tutto marginale. “Le contraffazioni più comuni dei vaccini che si sono registrate in passato – spiega Bonati – non sono legate tanto al contenuto delle fiale quanto alla vendita illegale di prodotti ormai scaduti o alterati perché conservati senza rispettare gli standard”. Nel caso dei vaccini per Covid-19, l’unica segnalazione di rilievo è quella relativa al tentativo, avvenuto in Cina, di vendita illegale di un quantitativo di 58 mila dosi (nulla, se si considera il volume) riempite solo di soluzione fisiologica.

 

“In questo tempo di pandemia – aggiunge Bonati – per le case produttrici ed i governi il mercato illecito di questi prodotti è ancor più intollerabile. La maggiore preoccupazione è relativa invece ai possibili furti. Il vero mercato è rappresentato proprio da questa modalità. Sottrarre vaccini perfettamente integri per poi rivenderli attraverso canali illegali”.

Ma se dunque, al momento, la contraffazione dei vaccini per Covid-19 non desta particolari preoccupazioni, ciò a cui prestare attenzione è il mercato illegale che avviene sul web. Mercato che coinvolge numerose tipologie di farmaci, compresi quelli più comunemente utilizzati anche nel trattamento dei sintomi di Covid-19.  Il sistema di vendita è infatti relativamente semplice. L’utente crede di acquistare un farmaco da una farmacia online ben riconoscibile ma in realtà viene indirizzato ad altre pagine web. Una volta concluso l’acquisto il tutto viene recapitato a casa, complice il difficile controllo a livello di frontiera. Il problema è che all’interno di queste scatole è presente spesso un farmaco con caratteristiche differenti rispetto a quello che si crede di acquistare. In alcuni casi è presente una minore quantità di principio attivo, in altri la composizione degli eccipienti può essere molto dannosa.

 

“Pensate ad un farmaco anti-ipertensivo. Le dosi sono molto importanti e se il principio attivo non è presente nella quantità dichiarata si avranno effetti differenti. Non solo, se tra gli eccipienti non dichiarati viene inserito il saccarosio questo può essere un serio problema per una persona diabetica” spiega Bonati. Nel nostro Paese, fortunatamente, il fenomeno dell’acquisto e della contraffazione non è così marcato come in altre nazioni. Questo essenzialmente perché molti farmaci di uso comune sono inseriti in fascia A, ovvero rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale. Ciò non deve però fare abbassare la guardia. “Massima attenzione deve essere prestata soprattutto ai farmaci di fascia C, ovvero quelli non rimborsabili. Antidolorifici, narcotici e molecole per la disfunzione erettile sono tra i più acquistati sul web e per questo va posta particolare attenzione in quanto maggiormente soggetti a contraffazione” conclude Bonati.

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *