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sabato – 17 Gennaio 2026

Rimpatri forzati Italia e Albania

I migranti stranieri rimpatriati dal Centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader, passando per l’aeroporto di Roma Fiumicino, sono 54 in totale. Tra loro ci sono cinque bengalesi, nove pakistani, undici nigeriani, due moldavi, un georgiano, due senegalesi, undici algerini, quattro indiani, tre turchi, un ivoriano, un kazako, un marocchino, un honduregno, un ghanese e un camrunese. Il dato sulla struttura aperta a ottobre è aggiornato al 5 dicembre scorso ed è ufficiale, contenuto nella risposta del ministero dell’Interno a un accesso civico generalizzato presentato dall’avvocata Giulia Crescini.

Il ministero dell’Interno ha confermato un rimpatrio effettuato direttamente da Tirana, con cinque cittadini egiziani spediti al Cairo su un charter organizzato dal Servizio immigrazione. I cinque migranti erano stati trasferiti in Albania appena una settimana prima, nell’ambito di un’operazione che ha testato le strutture d’oltre Adriatico come return hubs extraeuropei.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la giudice Silvia Albano hanno dato risposte opposte sul protocollo Roma-Tirana. Secondo il guardasigilli, le proposte di modifica ai regolamenti e la lista comune sui “paesi di origine sicuri” uscite dal Consiglio dell’Unione europea sbloccherebbero i centri in Albania, risolvendo al 99% tutte le incertezze giurisprudenziali. Tuttavia, la giudice Albano ha affermato che il nuovo regolamento procedure prevede gli stessi presupposti di prima per definire un paese sicuro e che la lista comune è una proposta della Commissione, non diritto dell’Unione europea.

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