di Rossana Lo Castro
“Tornando indietro rifarei tutto, perché avrei dovuto impedire ai miei ragazzi di esprimere il loro pensiero? Quel lavoro non conteneva offese, né immagini oscene, né tanto meno l’accostamento del ministro Salvini al Duce o delle leggi razziali al decreto Sicurezza. Era una riflessione sulla privazione dei diritti umani. E se il ministro me lo chiederà lo ribadirò anche a lui”. Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa di italiano dell’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo sospesa per 15 giorni dall’insegnamento per non aver vigilato su un lavoro presentato da alcuni suoi alunni in occasione della Giornata della memoria, è ancora frastornata dal clamore suscitato dalla sua storia. Una ribalta mediatica che lei, la prof che colleghi e studenti definiscono “riservata” e “garbata”, certo non si aspettava.

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