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lunedì – 15 Dicembre 2025

Riabilitazione psicologica in Ucraina dopo la guerra

Il soldato ucraino Artem Lykhozhon, tornato dalla prigionia in Russia dopo tre anni, sta affrontando profonde difficoltà psicologiche. All’incontro con la sua famiglia, aveva sperato di provare gioia, ma si è sentito incapace di emozioni. Nonostante la felicità dei suoi cari nel rivederlo, lui si sentiva freddo e distaccato, dispiaciuto di non poter dimostrare i propri sentimenti.

Attualmente, Lykhozhon è in riabilitazione presso il Centro nazionale di riabilitazione Unbroken di Lviv. Qui, i medici utilizzano la terapia di “neurofeedback” per aiutarlo nel recupero dal trauma. Durante le sedute, Lykhozhon deve concentrare i suoi pensieri su un punto visualizzato su uno schermo, ricevendo un feedback visivo che lo aiuta a monitorare la propria attività cerebrale.

Secondo l’International Society for Neuroregulation and Research, questa terapia insegna al cervello a autorregolarsi, migliorando i sintomi fisici dovuti allo stress e favorendo il benessere generale. La struttura di salute mentale Unbroken ha trattato negli ultimi anni circa 24mila pazienti, tra cui soldati e civili. Oleg Bereziuk, responsabile del dipartimento di salute mentale del centro, afferma che la guerra ha danneggiato le connessioni neurali della maggior parte dei pazienti, ma gli specialisti sono in grado di supportarli nel processo di guarigione.

Sebbene non sia possibile tornare completamente alla vita di prima della guerra, gli esperti sottolineano l’importanza di costruire una nuova esistenza dopo il trauma, lavorando per ripristinare la neuroplasticità e la neurogenesi.

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