Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, ha dichiarato la sua disponibilità a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime in corso. Dopo il suo appello iniziale a scendere in piazza, una parte significativa del popolo iraniano ha mostrato sostegno alla monarchia.
Reza Ciro Pahlavi ha espresso la sua ammirazione per il coraggio e la determinazione dei manifestanti, definendo la loro presenza nelle strade dell’Iran come una “risposta schiacciante” alle minacce del leader della Repubblica Islamica. Ha inoltre affermato che l’ayatollah Alì Khamenei deve aver visto le immagini delle proteste “dal suo nascondiglio e tremato di paura”.
Pahlavi ha chiesto ai lavoratori e agli impiegati dei settori chiave dell’economia, come trasporti, petrolio, gas e energia, di iniziare uno sciopero a livello nazionale. Ha anche invitato i dimostranti a scendere in piazza sabato e domenica, a partire dalle 18:00, nonostante le proteste abbiano già causato la perdita di diverse vite umane. La sua intenzione è di annunciare i prossimi inviti all’azione in base alla risposta dei manifestanti.