Donatella Rettore è sempre stata un’artista trasgressiva e intervistata da Il Corriere della Sera ha ricordato di quando – a causa di Kobra– ricevette una denuncia.

“Quando uscii con Kobra era il 1980, quindi non eravamo nel Medioevo. Ma la canzone faceva ‘Kobra non è un serpente/ ma un pensiero frequente‘. Una professoressa siciliana mi denunciò perché sosteneva che si trattava di un testo pornografico. Sa che feci? Le mandai dei fiori”.

E ancora:

“Ho inciso Lailolà. In Italia nessuno aveva capito che era una canzone sulla perdita consapevole della verginità e nessuno disse niente. Ma all’estero la capirono subito. Ecco perché negli anni Settanta e Ottanta in Germania, Francia, Spagna mi adoravano. Potrei citare anche Maria Sole, una canzone che parlava di aborto nel 1975. Ricordo che la legge 194 sarebbe arrivata soltanto tre anni dopo. E pensate che sono nata e cresciuta in un Veneto che non era solo bianco, ma per me all’epoca era oscurantista”.

Kobra, Lailolà e Maria Sole non sono le uniche canzoni trasgressive incise da Donatella Rettore. Questa estate ha infatti pubblicato il suo nuovo singolo, Faccio Da Me, inciso insieme a Tancredi.



Rettore, Faccio Da Me: “Non ho mai avuto bisogno di fare da sola, sto con Claudio da 45 anni”

“Non ne ho mai avuto bisogno. E poi, scusa, stiamo insieme da quarantacinque anni, certo, abbiamo avuto i nostri alti e bassi, ma siamo sempre stati una coppia, che bisogno avrei avuto di fare da me? ‘Faccio da me’ nella canzone vuol dire tante cose. Consapevolezza, autoironia, libertà. Imparo tanto da Tancredi, anche se è un ragazzo di soli vent’anni. È intelligente, scanzonato. All’inizio era molto sulle sue, ma poi ha capito che io sono più matta di lui. Come imparo tanto anche da Margherita [la cantautrice Carducci, nome d’arte: Ditonellapiaga, ndr]: mi ha insegnato che il cellulare si può anche spegnere, ogni tanto”.



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