Sette milioni e mezzo di euro destinati all’assistenza domiciliare, così Regione Lombardia nell’ambito della riforma sanitaria messa a punto sul finire del 2021 ha deciso di potenziare le cure a domicilio. Un impegno che richiede professionalità e nuovi modelli organizzativi con la grande sfida da compiere verso la digitalizzazione dei sistemi sanitari e l’implementazione della telemedicina. Il tema è stato ampiamente trattato durante l’incontro che si è tenuto lo scorso 24 giugno in Regione Lombardia, organizzato da Uneba e gruppo Medicar in collaborazione con Assolombarda, Aris e IQVIA.

«La tecnologia caratterizza tutti i nostri servizi – ha spiegato Dafne Moscatelli vicepresidente di Medicar Group – sia passando attraverso il concetto del dispositivo medico utilizzato per la terapia e la cura delle patologie, ma anche con la telemedicina che permette di tenere sempre il paziente monitorato nella sua condizione cronica, affinché non vi sia un ritorno all’acuzie. Per noi è importante non gestire solo la fase di cura, ma anche tenere sotto controllo la salute del paziente, a beneficio dello stesso e anche degli ospedali che evitano così di avere un aggravio di costi».

La pandemia ha accelerato la cura domiciliare

Un cambiamento che il Covid ha accelerato, come ha raccontato la vicepresidente Moscatelli. «Nelle varie ondate siamo stati protagonisti di un aumento dei servizi domiciliari, a supporto del sistema sanitario per la distribuzione dell’ossigeno, oltre che di dispositivi medici come i ventilatori polmonari. Quello che ancora non conosciamo bene sono gli effetti del long Covid, una materia di interesse per noi tanto che ci stiamo attrezzando con tecnologie nuove e con una presenza sanitaria all’interno del gruppo».

Medicar firma uno studio sperimentale per la realizzazione di cibi per pazienti con insufficienza respiratoria

Di sicuro il presente di Medicar è caratterizzato da una forte implementazione della tecnologia e dalla ricerca attiva in molti ambiti, come il settore nutrizionale con un nuovo progetto innovativo: «Riguarda una tipologia di cibi speciali dedicati ai pazienti con insufficienza respiratoria e a coloro che sono disfagici – ha aggiunto la vicepresidente di Medicar Group -. Un’attività di ricerca e sviluppo durata anni ci ha portato ad avere dei prodotti che sono organoletticamente perfetti per pazienti che soffrono di questo tipo di patologie. La peculiarità è data dal perfetto equilibrio della densità che hanno questi cibi che non devono finire nelle vie respiratorie in quanto rischierebbero di creare delle polmoniti ab ingestis. Siamo prossimi ad avviare uno studio ad Ancona dove un gruppo di pazienti si nutrirà con i nostri prodotti e siamo convinti che arriveremo a delle risposte importanti, mentre l’obiettivo a lungo termine è riuscire a commercializzare il prodotto non solo in Italia, ma in tutto il mondo».

 



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