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Ranieri Razzante

”Sono seriamente preoccupato per la sicurezza più che per la privacy. Non volendo entrare nel merito della decisione del nostro Garante prima di esaminarla, mi preoccupa il peso che si sta dando all’intelligenza artificiale come mezzo che sembrerebbe insostituibile, secondo qualcuno, nei campi del sapere e della tecnologia. È vero che anche la mente umana non dà certezze, ma indubbiamente l’utilizzo distorto di app e strumenti offerti da internet sta causando un incremento di reati senza precedenti, come testimoniano le statistiche”. Lo afferma all’Adnkronos Ranieri Razzante, esperto di regolamentazione cyber e direttore di crstitaly.org, commentando il provvedimento del garante della Privacy che ha bloccato ChatGpt.

”Una app che consente di riprodurre voci, dati sensibili, comportamenti merita di essere attentamente monitorata, ovunque essa venga creata e utilizzata – aggiunge – La criminalità e i terroristi cercano la territorialità di internet come nuovo strumento di guerra ibrida. Le logiche del diritto penale e della sicurezza fisica devono essere ormai replicate su quella cibernetica”.

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