Domani dirà che “è ora di cambiare. Non si è fatto abbastanza; bisogna lottare insieme, contro le dipendenze, la droga. È ora di cambiare, è ora di abbandonare ogni ipocrisia, di dire la verità e soprattutto di combattere la corruzione. Insieme ce la possiamo fare”. Don Alessandro Rossini, parroco del Duomo di Terni, domani alle 15.30 celebrerà i funerali di Flavio e Gianluca, 16 e 15 anni, uccisi da un mix con metadone, e si rivolgerà alla società.

Don Alessandro guarda in faccia alla realtà. I ragazzi uccisi per il mix di metadone erano di Terni ma potevano essere ovunque: “Questa è un’emergenza sanitaria perché questi ragazzi sono stati avvelenati.Troppi bambini, giovani – dice senza girarci intorno il parroco – vengono quotidianamente avvelenati. Spesso sono troppo giovani per capire quello che fanno quindi vanno aiutati per difenderli dal crimine che lucra su questo”. Nella sua omelia, don Alessandro chiamerà in causa tutti: “Una società civile protegge i bambini, gli indifesi: è chiamata a questo e, se non lo fa, non può ritenersi una società civile”.

Nei giorni scorsi il procuratore di Terni ha fatto un mea culpa su quanto accaduto a Flavio e Gianluca di rara onestà intellettuale: “È vero – dice don Alessandro – :dobbiamo cambiare tutti perché non abbiamo fatto abbastanza”. Il pensiero va anche a chi ha causato la morte ai due giovanissimi ragazzi. Il perdono cristiano c’è anche per loro? “Il perdono cristiano esiste ma insieme al perdono – dice il parroco del Duomo di Terni – Gesù, quando parla ai peccatori, dice ‘convertiti, fai penitenza e non farlo più’. Io prego per loro, per la loro conversione. Anche il più colpevole è vittima del sistema ma è anche vero che possiamo risalire, il sistema va cambiato quando è sbagliato.

“Dopo 50 anni di droga, di morti, di violenze, di abusi ora bisogna cambiare. Quando si tocca il fondo – e si è toccato non solo a Terni – bisogna cambiare. Dobbiamo prendere atto che questo stile culturale va cambiato, rinnovato”. Domani don Alessandro dovrà anche dare consolazione a due famiglie, a una è particolarmente legato perché hanno seguito la formazione con il catechismo. “Posso dire – osserva – che ce la hanno messa tutta, ma le famiglie di oggi non sono più quelle di un tempo, non ce la fanno più da sole”. Da qui il monito alle istituzioni che risuonerà anche domani dal pulpito: “Anche solo accusare o scaricare le responsabilità sulla famiglia è uno scempio, dobbiamo difendere la famiglia, i più piccoli, gli innocenti. È inderogabile”.

Intanto è stata allestita nella cappella dell’ospedale di Terni la camera ardente con i feretri di Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi. Per domani il sindaco Leonardo Latini ha proclamato il lutto cittadino.
Lo stesso sindaco oggi si è recato a fare visita alle famiglie dei due ragazzi alla camera ardente. Per la morte dei due adolescenti è in carcere Aldo Maria Romboli, accusato di avere fornito ai due amici del metadone diluito con acqua la sera prima del decesso.
 

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