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– Il Senato ha approvato l’articolo 5 del ddl sul premierato che introduce il principio dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio. A favore hanno votato i gruppi di maggioranza, mentre le opposizioni hanno abbandonato l’aula per protesta. Il testo non indica però come verrà eletto il Presidente del Consiglio. Il punto è stato rinviato ad una successiva legge ordinaria. Questa decisione è stata duramente criticata dalle opposizioni. Il voto finale sul provvedimento ci sarà invece il 18 giugno in base a quanto indicato ufficialmente dalla Conferenza dei capigruppo del Senato.

L’ok è arrivato anche sul sesto degli otto articoli del ddl sul premierato elettivo. L’articolo riguarda il Senato che, secondo la Costituzione, viene eletto “su base regionale”. Il ddl Casellati ha aggiunto le parole “salvo il premio su base nazionale previsto dall’articolo 92”: infatti il precedente articolo 5 del ddl Casellati ha inserito nell’articolo 92 della Carta la previsione di un premio di maggioranza per le liste che appoggiano il candidato premier che vince le elezioni. Il Senato inizierà ora l’esame dell’articolo 7, che riguarda le crisi di governo e su cui c’è un emendamento dello stesso governo.

I gruppi di opposizione hanno chiesto ripetutamente alla ministra Casellati di chiarire la legge elettorale con cui verrà eletto il presidente del Consiglio. In particolare è stato chiesto se verrà garantito il fatto che il premier sarà eletto solo se avrà almeno il 50% dei voti, ricorrendo in caso contrario al ballottaggio. La domanda è stata posta dai senatori del Pd Andrea Martella, Dario Parrini e Andrea Giorgis, dal capogruppo di Avs Peppe De Cristofaro, dai senatori di M5s Roberto Cataldi, Alessandra Maiorino e Gabriella De Girolamo e dal capogruppo di Iv Enrico Borghi. La ministra non è però intervenuta per chiarire le richieste delle opposizioni.

“Avrei voluto discutere su una proposta alternativa che non c’è stata, e non avrei voluto discutere su numeri. Non accetto lezioni di democrazia da chicchessia su una legge che non prospetta nessuna deriva autoritaria”. Lo ha detto in Aula al Senato la ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Casellati, in un intervento con cui ha criticato le opposizioni. L’intervento, al momento di dare il parere sugli emendamenti all’articolo 6 del ddl sul premierato, ha suscitato ancora proteste delle opposizioni.

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