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– Con la prossima manovra l’esecutivo potrebbe vedersi costretto a rinunciare alla grande riforma sulle pensioni promessa e riproporre per il prossimo anno l’uscita anticipata dal lavoro rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero con 41 anni di versamenti e 62 anni di età. Ci sarà una proroga anche per l’Ape sociale, mentre per Opzione donna, il sottosegretario al Lavoro e politiche sociali, Claudio Durigon, ha già spiegato che il governo sta “cercando di capire come dare un ristoro alle donne”.

La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, vorrebbe invece ripristinare Opzione donna così com’era prima dell’intervento voluto da Giorgia Meloni che l’ha limitata a un gruppo ristretto di lavoratrici come le caregiver o quelle che hanno un’invalidità superiore al 74% anche se il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non ha mai aperto a questa possibilità per via dei costi della misura. C’è però un’ipotesi sul tavolo che permetterebbe di trovare una soluzione alternativa per non penalizzare le donne, che hanno in media meno contributi degli uomini. Un fattore che impedisce loro di fatto di accedere allo scivolo di Quota 103.

La nuova ipotesi alla quale sembra sia a lavoro il ministero del Lavoro riguarda una pensione anticipata per le donne che hanno raggiunto 64 anni di età e 20 anni di contributi. Una sorta di Quota 84: chi vi aderirà vedrà calcolato il proprio assegno interamente con il metodo contributivo. Secondo il Messaggero, questo scivolo potrebbe non avere il vincolo di aver maturato una pensione che sia almeno 2,8 volte la minima. La soglia potrebbe infatti essere abbassata a 2 o 2,5 volte la minima.

Le differenze con la vecchia vecchia Opzione donna che permetteva di andare in pensione a 58 anni con 35 di contributi quindi riguarderebbero sostanzialmente l’età contributiva molto più bassa, passando a 20 anni contro 35. Per quanto riguarda quella anagrafica la nuova soluzione sarebbe molto di più a quella prevista dall’attuale regime pensionistico.

Infine, in relazione al ricalcolo col sistema contributivo – che fa perdere una quota importante dell’assegno, come dimostrato dalla stessa Opzione donna, che ha visto un taglio del 20-30% – nel caso di Quota 84 che prevede un pensionamento a 64 anni, il taglio dovrebbe essere più contenuto.

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