Il Papa ha espresso la sua preoccupazione per il “corto circuito” dei diritti umani, che rischia di comprimere la libertà di coscienza e di espressione. Ha anche sottolineato l’importanza del diritto umanitario, che non viene rispettato in molte parti del mondo, e ha chiesto la fine delle violazioni dei diritti umani, in particolare nella regione del Sahel e in Nigeria.
Ha inoltre denunciato la violazione del diritto umanitario internazionale, che garantisce un minimo di umanità nelle situazioni di guerra, e ha condannato la distruzione di ospedali, infrastrutture energetiche e abitazioni. Il Papa ha anche ricordato l’importanza della libertà religiosa, che è il primo dei diritti umani, e ha sottolineato che la persecuzione dei cristiani è una delle crisi di diritti umani più diffuse al mondo.
Inoltre, ha parlato della necessità di riscoprire il significato delle parole e di utilizzare il linguaggio in modo chiaro e inequivocabile, senza ambiguità, per evitare di offendere o ingannare gli altri. Ha anche ribadito l’importanza della libertà di espressione e di coscienza, che non devono essere limitate o negate.
Il Papa ha anche espresso la sua preoccupazione per la situazione in Ucraina e in Terra Santa, e ha chiesto la fine delle ostilità e il ritorno al dialogo. Ha inoltre sottolineato l’importanza di trovare soluzioni pacifiche e durature per i conflitti in corso, e di tutelare i diritti dei più fragili e dei popoli colpiti dalle guerre.