Il rinvio a giudizio del presidente della Provincia autonoma di Trento per le modalità con cui venne abbattuto l’orso M90 è avvenuto a novembre. L’orso era considerato pericoloso per essersi avvicinato troppo a degli escursionisti, senza però mai entrarne realmente a contatto, e venne ucciso con tre colpi di arma da fuoco, senza la presenza di un veterinario e senza essere narcotizzato, causandogli una lunga agonia.
Il rinvio a giudizio si colloca a breve distanza dall’entrata in vigore della legge Brambilla, che ha modificato il Titolo IX-bis del secondo libro del Codice penale, intitolato “Delitti contro gli animali”. La legge considera gli animali come esseri viventi e senzienti e li tutela direttamente, non più solo indirettamente a seconda del sentimento umano di pietà nei loro confronti.
La legge Brambilla è stata tracciata nel solco del riconoscimento internazionale del Trattato di Lisbona, che invita gli Stati membri a promuovere politiche responsabili verso gli animali, considerandoli non solo per l’utilità economica delle attività che li coinvolgono, ma anche in merito al loro benessere. La Costituzione ha innovato l’articolo 9 dei propri Principi Fondamentali, ponendo l’accento sull’esigenza di tutelare gli esseri animali mediante leggi statali.
La legge Brambilla eleva le sanzioni già previste per alcuni reati, come ad esempio a carico di chi organizza manifestazioni che comportino sevizie per gli animali, e introduce nuovi divieti, come ad esempio quello di detenere animali di affezione alla catena. La legge costituisce un buon punto di partenza per legislazioni sempre a maggior tutela degli animali, sia a livello nazionale che regionale.