Nell’estate del 2019, l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini sui migranti seguiva “un preciso indirizzo del Governo Conte 1”, adottando “una politica migratoria promossa in sede europea”. Non solo. “L’obbligo dell’indicazione del pos” cioè del porto sicuro “non gravava sul Viminale”, mentre “l’obbligo di coordinamento” sulla nave della on spagnola Open Arms, con a bordo 147 migranti, “gravava sullo Stato bandiera”. Sono soltanto alcuni passaggi della lunga memoria, oltre 110 pagine, depositata dalla difesa del leader della Lega all’udienza preliminare di Palermo che si dovrebbe concludere domani, con la decisione del gup Lorenzo Jannelli, di non luogo a procedere o di rinvio a giudizio per Salvini. L’ex ministro dell’Interno è accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio, per “aver tenuto in mezzo al mare, per sei giorni, 147 migranti salvati dall’Ong Open Arms, nell’agosto 2019″.

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