I registri dei tumori non sono una novità assoluta. Nel mondo se ne contano circa 700, eppure coprono ancora solo il 21% stimato della popolazione totale. Non c’è dubbio che si potrebbe fare molto di più perché la raccolta di quelli che vengono definiti ‘Real World Data’ rappresenta un’opportunità per comprendere meglio come si cura il cancro a livello clinico nelle varie realtà territoriali e da lì partire per migliorare quello che non va. Intanto, alcune iniziative internazionali sono state già avviate e stanno dimostrando concretamente perché è importante investire sulla raccolta dei ‘Real World Data’ ancora più in questa fase di emergenza Covid-19

Lo studio in Asia

Una dimostrazione pratica dell’utilità dei Real World Data arriva dallo studio Emoo (Evaluating Medical Oncology Outcomes) lanciato nel 2017 dalla European Society for Medical Oncology (Esmo) in collaborazione con l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), la Danish Cancer Society e altri partner nazionali in Asia e precisamente a Singapore, in Malesia, Indonesia e Thailandia. Obiettivo dello studio era quello di creare registri clinici del cancro basati sulla popolazione a livello locale, a partire da un progetto pilota sul cancro del polmone. Nelle quattro regioni scelte, sono stati raccolti i dati demografici dei pazienti e le loro caratteristiche cliniche, inclusi il tipo e lo stadio del cancro del polmone, l’istopatologia e la presenza di mutazioni genetiche. I risultati saranno pubblicati entro la fine dell’anno, ma una prima analisi dei dati raccolti su 2.200 pazienti ha mostrato livelli di cura disuguali in ciascuno dei paesi coinvolti. Per esempio, in pochi pazienti sono state identificate le mutazioni genetiche alla base del cancro, perché alcuni tipi di test molecolari necessari per farlo non sono disponibili in molte parti del sud-est asiatico. I ricercatori si aspettano che le società di oncologia dei paesi che partecipano al progetto saranno in grado di sfruttare queste intuizioni e fare pressioni sui rispettivi governi per ottenere finanziamenti che consentano di mantenere ed espandere i database a lungo termine.

RWD e Covid-19: il registro Teravolt

L’urgenza di disporre di Real World Data si è manifesta ancora più forte con la pandemia. Come ha spiegato nell’ultimo numero di ‘Perspectives’, il magazine digitale di Esmo, Marina Chiara Garassino, dell’Università di Chicago che già all’inizio del 2020 ha spinto a livello internazionale per la raccolta di dati su Covid-19 in individui con cancro toracico: “Sospettavamo che l’età avanzata, l’abitudine al fumo e le comorbidità di questi pazienti li avrebbero messi a maggior rischio di gravi complicazioni dalla malattia del coronavirus, e presto abbiamo avuto la sensazione dalla nostra pratica clinica che stavano effettivamente andando peggio di altri malati di cancro”, ha dichiarato Garassino. E’ così che è nato il registro Teravolt (Thoracic Cancers International COVID-19 Collaboration) che raccoglie i dati di 220 centri in tutto il mondo con informazioni su 1.400 pazienti. Proprio analizzando questi dati, è stato possibile concludere che la maggior parte dei trattamenti contro il cancro, con la possibile eccezione della chemioterapia, non sono dannosi nel contesto di un’infezione da coronavirus. Altra informazione ‘derivata’ dall’analisi di questo database è che il tasso di mortalità dei pazienti affetti da cancro al torace con Covid-19 è superiore al 30%, molto più alto rispetto alla popolazione generale o persino alla popolazione di pazienti affetti da cancro.

RWD, pazienti oncologici e vaccino Covid-19

Un altro registro che ha visto la luce nel 2020 è Esmo-CoCare lanciato per raccogliere dati sugli approcci terapeutici e sull’impatto di Covid-19 su tutti i tipi di cancro, ma anche per monitorare i pazienti oncologici vaccinati contro questo virus. Informazioni preziose visto che la maggior parte degli studi sui vaccini non ha incluso pazienti affetti da cancro. Il registro aiuterà a valutare la sicurezza e l’efficacia dei vaccini per questa popolazione e a scoprire se alcuni sono preferibili ad altri in vari sottogruppi di pazienti. A lungo termine, inoltre, il follow-up dei casi registrati nel database consentirà anche di rispondere a domande aperte che vanno dalla durata dell’immunizzazione e ai tassi di reinfezione, fino a quanto tempo i sintomi della malattia possono influenzare i malati di cancro e come si confrontano i loro risultati con quelli di chi ha un tumore simile ma che non ha mai avuto Covid-19.

Il problema della burocrazia e della privacy

La raccolta di dati internazionali su larga scala è sicuramente un punto di forza unico di registri come il Teravolt e l’Esmo-CoCare, ma comporta anche sfide tra cui la quantità di burocrazia coinvolta nell’adattamento ai requisiti etici e normativi dei diversi paesi. Secondo Garassino, progettare un quadro di condivisione dei dati e un processo di anonimizzazione per conformarsi al Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) e alle legislazioni nazionali in tutto il mondo è stato il compito più difficile del progetto Teravolt. Il fatto è che quando si mettono insieme informazioni da varie fonti che le raccolgono per propri scopi distinti, utilizzando diverse cartelle cliniche elettroniche progettate a livello nazionale o regionale ci si trova di fronte ad un problema di uniformità dei dati stessi che è fondamentale per poter avere un’analisi successiva veramente affidabile evitando errori di interpretazione. Per il registro Esmo-CoCare, infatti, i processi di raccolta dei dati sono stati definiti con le entità partecipanti quasi caso per caso per garantirne l’affidabilità.

 

 

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